Punti cardinali #110
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
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“Faking It: Artificial Intelligence in a Human World” Toby Walsh (La Trobe University Press, 2023)
Nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale convivono due movimenti opposti: da un lato l’entusiasmo per strumenti che sembrano “capire”, creare, decidere; dall’altro l’inquietudine per una tecnologia che, proprio perché entra nei linguaggi, nelle immagini e nelle relazioni, rischia di confondere ciò che è autentico con ciò che è costruito. Faking It: Artificial Intelligence in a Human World (La Trobe University Press in conjunction with Black Inc., 2023) si colloca in questo punto di frizione e lo assume come tema guida: non per chiedersi se le macchine diventeranno “come noi” nel senso cinematografico del termine, ma per chiarire in che modo l’AI, già oggi, imiti e simuli capacità umane, quali vantaggi ne derivino e quali danni possano seguirne quando la simulazione viene scambiata per comprensione. Il libro invita a spostare l’attenzione dall’idea vaga di “intelligenza” a un problema più concreto e più urgente: la gestione sociale della credibilità. Se strumenti artificiali diventano credibili come interlocutori, esperti o testimoni, allora cambiano le condizioni della fiducia pubblica, della responsabilità e perfino della percezione di ciò che consideriamo umano. È in questo spazio che Walsh chiede al lettore di entrare: non per farsi sedurre dall’apocalisse o dall’utopia, ma per riconoscere la natura ambivalente di un’innovazione che accelera più rapidamente della nostra capacità di darle regole e significati condivisi.
“From Masters of Slaves to Lords of Lands. The Transformation of Ownership in the Western World” James Q. Whitman (Cambridge University Press & Assessment, 2025)
In From Masters of Slaves to Lords of Lands. The Transformation of Ownership in the Western World (Cambridge University Press & Assessment, 2025) James Q. Whitman propone un’idea tanto semplice quanto destabilizzante: non esiste una “forma naturale” della proprietà. Ciò che chiamiamo possesso, dominio, titolarità non è una relazione ovvia tra un individuo e una cosa, ma un modo storicamente costruito di immaginare e giustificare il potere. Il libro invita quindi a spostare lo sguardo: invece di prendere la proprietà come un dato, la considera un dispositivo mentale e giuridico che rende plausibile ciò che altrimenti sarebbe solo forza, comando, pretesa. In questa prospettiva, la domanda non è soltanto “che cosa si può possedere?”, ma “quale immagine del possesso guida una civiltà, e quali conseguenze produce?”. Whitman mostra che, nel mondo occidentale, l’oggetto paradigmatico della proprietà non è sempre stato la terra: per lunghissimi secoli è stato, spesso, un essere umano. Lo spostamento dal possesso di persone al possesso di suolo non è un semplice cambio di oggetti, ma una trasformazione profonda del modo in cui il diritto pensa l’autorità, il prestigio, la violenza legittima, e persino lo Stato. La traiettoria, lenta e millenaria, arriva a compimento solo alla soglia dell’età moderna, con un esito decisivo nel XIX secolo: la scomparsa della legittimità della proprietà privata di esseri umani, data per scontata per migliaia di anni. L’opera, fin dall’avvio, chiede al lettore di prendere sul serio questa “storia della fantasia giuridica”: non un racconto tecnico di istituti, ma una genealogia di immagini, giustificazioni e modelli di dominio che hanno reso possibile la modernità proprietaria.
“Yearning for Immortality” Rune Nyord (The University of Chicago Press, 2025)
In Yearning for Immortality. The European Invention of the Ancient Egyptian Afterlife, pubblicato nel 2025 da The University of Chicago Press, Rune Nyord affronta un tema che sembra familiare e quasi “ovvio” nell’immaginario contemporaneo: l’idea che l’antico Egitto sia, per definizione, la civiltà della mummia, dell’eternità, del giudizio dei morti, della sopravvivenza personale nell’aldilà. Il punto, però, non è ribadire quella rappresentazione, né aggiungere un ulteriore riassunto delle pratiche funerarie egizie. Il libro pone una domanda più scomoda e, proprio per questo, più feconda: come siamo arrivati a considerare “naturale” questa lettura? Che cosa rende così stabile, così resistente, l’aspettativa che dietro ogni gesto funerario egiziano ci sia una dottrina simile a quella cristiana dell’anima, della salvezza e della retribuzione post mortem? Nyord invita a spostare lo sguardo dalla presunta evidenza dei reperti al modo in cui, lungo secoli di scritture europee, quelle evidenze sono state rese intelligibili dentro cornici concettuali già pronte. L’oggetto dell’indagine, dunque, non è l’aldilà egiziano “in sé”, ma la costruzione europea di quell’aldilà: un insieme di domande, categorie e analogie che ha finito per trasformarsi in senso comune. È un libro che chiede al lettore di prendere sul serio il potere delle interpretazioni: non come ornamento del dato, ma come forza che lo organizza, lo seleziona e, spesso, lo dirige verso conclusioni previste in anticipo.
Licosia
È la casa e la casa editrice di Stroncature. Fondata nel 2015, pubblica testi di saggistica e opere scientifiche distribuite in Italia e all’estero, e attraverso Casalini nelle più importanti biblioteche europee.
The One-Person Billion-Dollar Company: Come il capitalismo cognitivo trasforma il lavoro, il valore e l’impresa
The One-Person Billion-Dollar Company analizza come l’intelligenza artificiale agentica, l’automazione cognitiva e le infrastrutture digitali distribuite stiano trasformando radicalmente il concetto di impresa. In un contesto in cui la produttività non è più una funzione del lavoro umano, emerge un nuovo profilo imprenditoriale: chi progetta sistemi intelligenti al posto di strutture gerarchiche.
Il libro propone un’analisi teorica delle nuove economie di scala abilitate da agenti autonomi, API modulari, modelli linguistici avanzati e servizi cloud componibili. Queste infrastrutture rendono possibile un’impresa interamente costruita su sistemi cognitivi automatizzati, capaci di operare e adattarsi con un intervento umano minimo.
Il testo offre uno strumento concettuale per comprendere come stanno nascendo le imprese del XXI secolo: fondate non su organici estesi, ma su architetture intelligenti progettate per generare valore in modo autonomo. In questo scenario, vengono superati i presupposti storici sulla scala, sulla crescita e sulla produttività, aprendo la strada a forme d’impresa più snelle, interamente sistemiche e potenzialmente guidate da un solo individuo.





