Punti cardinali #112
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
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“Great Strategic Rivalries: From the Classical World to the Cold War” James Lacey (Oxford University Press, 2016)
In un’epoca in cui la parola “rivalità” viene spesso usata come sinonimo generico di competizione, Great Strategic Rivalries invita a prendere sul serio la forma più densa e pericolosa del confronto tra potenze: quella che dura nel tempo, accumula memoria, irrigidisce le percezioni e finisce per plasmare scelte politiche e militari per generazioni. Il volume, curato da James Lacey e pubblicato da Oxford University Press nel 2016, nasce da un’intuizione semplice ma ambiziosa: molte guerre non esplodono come incidenti isolati, bensì come episodi dentro relazioni antagonistiche già strutturate, in cui ogni crisi ricalibra aspettative e paure e rende più difficile tornare indietro. Questa prospettiva costringe a spostare lo sguardo dalle singole battaglie o dai singoli leader verso la dinamica di lungo periodo che lega due attori, li rende “interdipendenti” anche quando si odiano, e li spinge a interpretare il mondo attraverso il prisma dell’altro. Il libro merita attenzione perché mette a tema, con esempi storici di ampiezza rara, un problema che tocca insieme strategia, politica interna, economia e psicologia collettiva: come si costruiscono le inimicizie tra grandi potenze, perché si autoalimentano, e in quali momenti diventano così “calde” da rendere la guerra non solo possibile ma probabile.
“Quartier rouge. Le plaisir et la gauche” Michaël Foessel (Presses Universitaires de France, 2022)
In Quartier rouge. Le plaisir et la gauche (Presses Universitaires de France, 2022), Michaël Foessel riporta al centro una domanda che la cultura politica contemporanea tende a trattare come marginale o sospetta: che cosa c’entra il piacere con l’emancipazione? L’autore non parte dall’idea che il piacere sia un lusso privato, né dalla tesi opposta secondo cui esso sarebbe ormai soltanto un ingranaggio della società dei consumi. Prova invece a ricostruire la posta in gioco politica di ciò che accade ai corpi quando cercano gioie, allegrezze, sollievi, intensità, e di ciò che accade alla sinistra quando rinuncia a parlare di queste cose o le lascia scivolare nelle mani di un edonismo reazionario. Il libro nasce da un’osservazione concreta: molti conflitti recenti, dalla protesta sociale alla gestione della pandemia, hanno reso visibile che la privazione di piaceri “ordinari” (ritrovarsi, muoversi, frequentare luoghi, desiderare, fare festa, respirare un’aria comune) non è un dettaglio, ma un fatto che incide sul modo in cui una società accetta o rifiuta un ordine. Da qui l’interrogativo più radicale: se la politica deve promettere un futuro desiderabile, come può farlo senza riaprire il problema della felicità possibile, e dunque del piacere, al di là della sua riduzione a consumo o a peccato?
Hedged: How Private Investment Funds Helped Destroy American Newspapers and Undermine Democracy” Margot Susca (University of Illinois Press, 2023)
Hedged: How Private Investment Funds Helped Destroy American Newspapers and Undermine Democracy è un libro che prende di petto una domanda che, per anni, è stata liquidata con risposte facili: che cosa ha davvero “rotto” il sistema dei giornali locali negli Stati Uniti e perché la frattura ha conseguenze che vanno ben oltre il destino di un settore industriale. Margot Susca non parte dall’idea generica di una crisi tecnologica, né si accontenta di evocare l’“internet” come causa impersonale e inevitabile. L’impostazione è diversa: il libro tratta la stampa come infrastruttura democratica e, insieme, come oggetto di strategie finanziarie sofisticate, spesso opache, che hanno ridisegnato proprietà, incentivi e pratiche di gestione. Ne risulta un’analisi che non separa economia e cittadinanza, ma le tiene strettamente unite: se l’informazione locale è ciò che permette ai cittadini di sapere cosa accade nei consigli comunali, nelle commissioni, nelle scuole, nei tribunali, allora indebolirla significa alterare le condizioni concrete della partecipazione e del controllo del potere. Pubblicato da University of Illinois Press nel 2023, il volume propone di guardare alla storia recente dei quotidiani non come un declino “naturale”, ma come l’esito di un intreccio di decisioni guidate da logiche di profitto e di estrazione di valore, in cui i fondi di investimento privati diventano attori centrali. Il punto di partenza non è un giudizio morale astratto, ma una serie di interrogativi verificabili: chi possiede cosa, attraverso quali strumenti, con quali vincoli di debito, con quali effetti su redazioni e lettori. In questa prospettiva, la crisi non è soltanto un problema di sostenibilità economica; è una questione di potere, di responsabilità e di regole del gioco che, cambiando, cambiano anche l’idea stessa di stampa come bene pubblico.
Licosia
È la casa e la casa editrice di Stroncature. Fondata nel 2015, pubblica testi di saggistica e opere scientifiche distribuite in Italia e all’estero, e attraverso Casalini nelle più importanti biblioteche europee.
The One-Person Billion-Dollar Company: Come il capitalismo cognitivo trasforma il lavoro, il valore e l’impresa
The One-Person Billion-Dollar Company analizza come l’intelligenza artificiale agentica, l’automazione cognitiva e le infrastrutture digitali distribuite stiano trasformando radicalmente il concetto di impresa. In un contesto in cui la produttività non è più una funzione del lavoro umano, emerge un nuovo profilo imprenditoriale: chi progetta sistemi intelligenti al posto di strutture gerarchiche.
Il libro propone un’analisi teorica delle nuove economie di scala abilitate da agenti autonomi, API modulari, modelli linguistici avanzati e servizi cloud componibili. Queste infrastrutture rendono possibile un’impresa interamente costruita su sistemi cognitivi automatizzati, capaci di operare e adattarsi con un intervento umano minimo.
Il testo offre uno strumento concettuale per comprendere come stanno nascendo le imprese del XXI secolo: fondate non su organici estesi, ma su architetture intelligenti progettate per generare valore in modo autonomo. In questo scenario, vengono superati i presupposti storici sulla scala, sulla crescita e sulla produttività, aprendo la strada a forme d’impresa più snelle, interamente sistemiche e potenzialmente guidate da un solo individuo.





