Punti cardinali #115
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“The Trajectory of Trumpism: Talking about Racism, Fascism, Civil War, and Beyond” Sanford F. Schram (Oxford University Press, 2026)
Sanford F. Schram non si chiede se il trumpismo sia razzista o fascista. Si chiede qualcosa di più inquietante: come fa un sistema politico a rendere praticabili affermazioni che, una generazione prima, sarebbero state impensabili? La risposta che costruisce in questo volume riguarda il linguaggio — non come ornamento della politica, ma come sua infrastruttura. “Ribaltamento della realtà”, “rimbalzo dell’accusa”, appropriazione delle parole dell’avversario: Schram descrive un dispositivo retorico a due tempi in cui all’affermazione estrema segue sempre una riscrittura plausibile, capace di mobilitare e al tempo stesso di smentirsi. Il risultato è una soglia del dicibile che si sposta in silenzio, e una democrazia che non riconosce più il proprio deterioramento perché vi si è abituata gradualmente. Un libro che non consola, ma che fornisce gli strumenti per capire davvero quello che sta accadendo.
“High Wire. How China Regulates Big Tech and Governs Its Economy” Angela Huyue Zhang (Oxford University Press, 2024)
Angela Huyue Zhang parte da una domanda che sembra tecnica e invece è politica: come fa uno Stato autoritario a regolare le proprie grandi piattaforme digitali senza distruggerle, e senza essere a sua volta travolto da esse? La risposta che costruisce in questo volume non è né “la Cina controlla tutto” né “il mercato alla fine vince”: è qualcosa di più preciso e più utile, un modello che descrive la regolazione come un esercizio permanente di equilibrio su un filo sottile, dove gerarchia, volatilità e fragilità si combinano in modi spesso imprevedibili. La brusca stretta su Alibaba, Tencent e Ant Group tra il 2020 e il 2022 — con miliardi di valore bruciati in pochi mesi — non è stata un capriccio del vertice, ma il prodotto di una catena di deleghe, informazioni imperfette e incentivi burocratici che questo libro insegna a leggere. Un quadro concettuale che vale ben oltre la Cina.
“Antisemitism: What Everyone Needs to Know®” David A. Harris (Oxford University Press, 2025)
David Harris parte da una constatazione che dovrebbe essere ovvia e invece non lo è: l’antisemitismo non è un residuo del passato, ma un sistema di pensiero vivo e adattabile, capace di cambiare linguaggio e bersagli senza mai cambiare struttura. La sua forza non sta nella coerenza — può accusare gli ebrei di essere allo stesso tempo capitalisti e comunisti, privilegiati e sovversivi — ma proprio nella contraddizione, che gli permette di incollarsi a qualsiasi crisi e a qualsiasi paura. Harris ricostruisce le grandi matrici storiche, dalla demonizzazione religiosa all’ideologia razziale, fino alle forme contemporanee in cui il bersaglio si sposta dal singolo ebreo allo Stato d’Israele. E pone la domanda che nessuna democrazia dovrebbe permettersi di ignorare: perché, quando l’antisemitismo cresce, non si ferma mai agli ebrei?




