Punti cardinali #169
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“Tony Stark, Odysseus, and the Myths Behind Marvel”, Peter Meineck (HarperCollins, 2026)
Pubblicato da HarperCollins nel 2026, Tony Stark, Odysseus, and the Myths Behind Marvel di Peter Meineck affronta una questione che riguarda il modo in cui le società elaborano paure, conflitti e aspirazioni attraverso il racconto. L’universo Marvel viene osservato non come un semplice prodotto dell’intrattenimento contemporaneo, ma come uno dei luoghi nei quali continua a operare una facoltà umana antichissima: la costruzione di miti. Le figure del supereroe, del mostro, dell’inventore, del sovrano e del salvatore permettono infatti di rappresentare problemi reali in forme fantastiche, rendendoli riconoscibili e memorabili. Meineck parte dalla constatazione che il mito non appartiene esclusivamente alle civiltà del passato. Gli esseri umani creavano ambienti rituali e immagini composite già nelle grotte preistoriche, dove il fuoco, le pitture, la musica e le maschere trasformavano lo spazio fisico in un mondo narrativo. Anche il cinema contemporaneo opera nell’oscurità, anima immagini mediante una luce intermittente e affida ad attori mascherati l’incarnazione di esseri straordinari. Dietro questa continuità non vi è una semplice somiglianza estetica, ma una funzione condivisa: consentire a una comunità di osservare indirettamente le proprie contraddizioni. I racconti Marvel pongono così domande sul potere, sulla tecnologia, sulla responsabilità individuale, sulla violenza, sull’identità e sulla morte. L’interrogativo fondamentale del libro riguarda ciò che questi nuovi miti rivelano della società che li produce e li riceve. Se le mitologie antiche permettono di comprendere i valori e le tensioni delle comunità che le tramandavano, anche la popolarità mondiale della Marvel deve essere considerata un documento culturale. Le sue storie non sono vere in senso letterale, ma possono comunicare verità politiche, psicologiche e sociali attraverso personaggi impossibili, proprio come facevano le narrazioni del mondo antico.
“Phantom Byzantium: Europe, Empire, and Identity from Late Antiquity to World War II”, Anthony Kaldellis (The University of Chicago Press, 2026).
Pubblicato nel 2026 da The University of Chicago Press, Phantom Byzantium: Europe, Empire, and Identity from Late Antiquity to World War II di Anthony Kaldellis affronta una questione che riguarda non soltanto la conoscenza dell’Impero romano d’Oriente, ma anche il modo in cui l’Europa occidentale ha costruito la propria identità storica. Al centro della ricerca vi è la distanza tra una civiltà realmente esistita, che per oltre un millennio si definì romana e chiamò il proprio paese Romanía, e l’immagine di “Bisanzio” elaborata in Occidente. Il titolo rinvia alla tragedia Elena di Euripide, nella quale la vera Elena rimane estranea alla guerra combattuta in suo nome, mentre a Troia agisce un suo doppio spettrale. Allo stesso modo, secondo Kaldellis, l’entità comunemente chiamata Bisanzio costituisce un’immagine artificiale che ha finito per oscurare la società storica da cui pretendeva di derivare. Questa costruzione ha attribuito all’Oriente romano qualità come dispotismo, decadenza, superstizione, effeminatezza, sterilità culturale e inclinazione all’intrigo. Il problema non consiste soltanto nell’inesattezza di tali rappresentazioni, ma nelle funzioni che esse hanno esercitato: indicare che cosa l’Europa non voleva essere e, per contrasto, confermare ciò che riteneva di essere. L’opera si interroga quindi sui rapporti tra sapere storico e identità collettiva, tra appropriazione culturale e denigrazione, tra classificazioni accademiche e conflitti politici. Ricostruire la genesi del “fantasma bizantino” significa riconoscere che le grandi genealogie dell’Europa – romana, cristiana e greca – non furono ereditate in modo lineare, ma vennero ridefinite attraverso una lunga contesa con l’impero che aveva custodito congiuntamente quelle tre tradizioni.
“Understanding Latin America’s Economy in the Twenty-First Century”, Jeff Dayton-Johnson (University of New Mexico Press, 2025)
Pubblicato nel 2025 dalla University of New Mexico Press, Understanding Latin America’s Economy in the Twenty-First Century di Jeff Dayton-Johnson affronta una questione che accompagna da lungo tempo il dibattito sull’America Latina: perché una regione dotata di vaste risorse naturali, grandi mercati, importanti capacità produttive e società politicamente dinamiche continui a incontrare difficoltà nel trasformare queste potenzialità in uno sviluppo stabile e condiviso. Il libro prende le distanze tanto dal pessimismo fatalistico, secondo cui le economie latinoamericane sarebbero destinate a ripetere indefinitamente crisi e fallimenti, quanto dalle letture eccessivamente ottimistiche fondate su singole fasi di crescita. L’autore propone invece un «ottimismo prudente», sostenendo che il primo quarto del XXI secolo abbia registrato alcuni cambiamenti positivi, sebbene incompleti e continuamente esposti al rischio di arretramenti. La domanda decisiva non riguarda soltanto la quantità di reddito prodotta, ma la capacità delle istituzioni economiche e politiche di governare l’apertura internazionale, ridurre le disuguaglianze, proteggere la popolazione dalle crisi e trasformare la struttura produttiva. Il volume osserva questi problemi attraverso una prospettiva nella quale economia, storia e politica sono strettamente connesse: crescita, commercio, finanza pubblica e inflazione non vengono trattati come fenomeni isolati, ma come risultati di rapporti sociali, eredità istituzionali e scelte di governo. Il lettore è così invitato a interrogarsi su quanto le crisi contemporanee derivino da vincoli strutturali antichi e quanto, invece, possano essere affrontate mediante politiche più efficaci. È proprio la tensione fra persistenza e cambiamento a rendere il libro rilevante: l’America Latina descritta da Dayton-Johnson non è prigioniera del proprio passato, ma non può emanciparsene senza comprenderne il peso.
Licosia: ogni libro è un luogo
Licosia ha un nuovo sito. La casa editrice del circuito Stroncature — indipendente, di ispirazione liberale e laica — si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, all’indirizzo di sempre: www.licosia.com. Pubblichiamo ricerca scientifica e accademica in collane con direttori e comitati scientifici, per una convinzione che ci accompagna da sempre e che anima anche Stroncature: sono la ricerca scientifica, culturale e tecnologica a muovere il mondo, e i libri ne sono il carburante. Da qui l’idea che dà forma al nuovo sito: ogni libro è un luogo. Un luogo dove si va per discuterne, dove si ritorna, di cui si può avere nostalgia o l’ansia di arrivare. Per questo, accanto al catalogo, alle collane, al processo di peer review e all’impegno per l’open access, ogni volume vive come una piattaforma — presentazioni video, dibattiti, incontri del circuito.
Ma la novità vera sono due sezioni pensate per chi la ricerca la fa e la deve pubblicare. La prima riguarda i fondi di ateneo e di dipartimento: la maggior parte dei docenti ha diritto a risorse per la pubblicazione che restano inutilizzate perché nessuno spiega come si chiedono. Il sito raccoglie le schede dei principali atenei italiani, verificate sui regolamenti vigenti, con l’indicazione di chi delibera, quali documenti servono, in quali finestre temporali si presenta la domanda. C’è un vademecum in cinque passi che accompagna dalla verifica della capienza del fondo alla rendicontazione finale, e c’è un modulo per chiedere una verifica gratuita: entro quarantotto ore si riceve la risposta su quale fondo è utilizzabile per il proprio volume e con quale procedura. La burocrazia la fa la casa editrice, non l’autore.
La seconda è lo screening dei finanziamenti esterni: oltre quaranta canali fra bandi ministeriali, europei, regionali e fondazioni private, ciascuno con l’importo, la scadenza e i requisiti di ammissibilità. Lo stato aperto o chiuso si aggiorna da solo, e ogni scheda porta la data dell’ultima verifica, così non capita di lavorare su un bando scaduto tre mesi fa.





