La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“The Spartans. An Epic History”, Paul Cartledge (Pan Books, 2013)
Pubblicato originariamente nel 2013 da Pan Books con il titolo The Spartans. An Epic History e proposto nel testo allegato nell’edizione francese del 2026 di Passés Composés e Terre Neuve Éditeurs, il libro di Paul Cartledge affronta un problema storico che supera largamente la ricostruzione delle vicende di una singola città greca. Sparta è infatti, nello stesso tempo, una società realmente esistita e un’immagine politica continuamente rielaborata: un modello di disciplina e di sacrificio civico, ma anche un ordinamento fondato sulla subordinazione, sull’esclusione e sulla violenza. Cartledge muove dalla domanda su chi fossero realmente gli antichi Spartani e sulle ragioni per cui continuano a occupare una posizione tanto rilevante nell’immaginazione occidentale. La questione non riguarda soltanto l’efficienza di un esercito o la memoria di alcune battaglie, ma il rapporto fra libertà e obbedienza, fra coesione collettiva e annullamento dell’individuo, fra sicurezza della comunità e dominio esercitato su altri esseri umani. L’interesse del libro nasce proprio dalla necessità di tenere insieme questi elementi senza trasformare Sparta né in un ideale da celebrare né in un’anomalia da condannare retrospettivamente. L’autore osserva la città dall’interno delle sue specifiche condizioni storiche, ma segue anche il processo attraverso cui quelle condizioni furono convertite in valori universali, simboli, formule politiche e miti di lunga durata. Ne emerge un interrogativo fondamentale: come può una società costruire un’immagine di eccezionale stabilità e grandezza quando la propria sopravvivenza dipende da una tensione permanente, dal controllo di una popolazione asservita e dalla disponibilità dei cittadini a subordinare ogni legame personale alle esigenze dello Stato?
“To Catch a Fascist: The Fight to Expose the Radical Right”, Christopher Mathias (Atria Books, 2026)
Pubblicato da Atria Books nel febbraio 2026, To Catch a Fascist: The Fight to Expose the Radical Right affronta un problema che riguarda il funzionamento stesso delle società democratiche: come riconoscere una minaccia politica organizzata quando essa non si presenta apertamente con i simboli del passato, ma si nasconde dietro pseudonimi, linguaggi aggiornati, immagini patriottiche e identità socialmente rispettabili. Christopher Mathias osserva questo problema dalla prospettiva di un giornalista che per quasi un decennio ha seguito la crescita della destra radicale statunitense, incontrando persone che, spesso nell’anonimato e senza alcuna retribuzione, hanno cercato di documentarne le attività. Il libro pone così una serie di domande preliminari: chi è in grado di riconoscere per primo una formazione fascista; quali istituzioni possiedono gli strumenti per contrastarla; che cosa accade quando le informazioni più precise non provengono dalla polizia, dai centri di ricerca o dai grandi giornali, ma da piccoli gruppi militanti; fino a che punto l’esposizione pubblica di un individuo può essere considerata un mezzo di protezione collettiva. Mathias non pretende di osservare la materia da una posizione priva di valori: dichiara di non appartenere a un gruppo antifa, ma di credere nell’antifascismo militante, distinguendo questa scelta dalla rinuncia ai principi giornalistici di correttezza e accuratezza. L’interesse dell’opera nasce proprio dalla tensione fra questi due piani: da un lato la necessità di accertare fatti, responsabilità e legami organizzativi; dall’altro la convinzione che, davanti a un progetto politico fondato sulla discriminazione e sulla violenza, l’apparente neutralità possa trasformarsi in una forma di passività.
“The Politics of Social Change: From the Sixties to the Present Through the Eyes of a Generation”, Larry M. Bartels e Katherine J. Cramer (The University of Chicago Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da The University of Chicago Press, The Politics of Social Change affronta una delle questioni più difficili per ogni democrazia: comprendere che cosa accade quando un’intera società modifica, nell’arco di pochi decenni, le proprie idee sull’autorità, sull’uguaglianza e sull’appartenenza collettiva. Il cambiamento sociale non consiste infatti soltanto nell’approvazione di nuove leggi o nella sostituzione di determinate consuetudini. Esso entra nelle famiglie, nelle comunità, nei percorsi professionali, nelle convinzioni religiose e nelle rappresentazioni che le persone costruiscono di sé e degli altri. Bartels e Cramer osservano questo processo dalla prospettiva di cittadini comuni, evitando di ridurre la storia politica alle decisioni dei presidenti, alle strategie dei partiti o alle iniziative dei movimenti organizzati. La domanda che attraversa l’opera riguarda il modo in cui persone appartenenti alla stessa generazione abbiano potuto interpretare in maniera tanto diversa trasformazioni vissute nello stesso periodo: ciò che per alcuni rappresenta l’ampliamento della libertà e della giustizia può essere percepito da altri come disordine, perdita di status o indebolimento di valori considerati essenziali. Il libro merita attenzione perché mostra che le divisioni contemporanee non sono nate improvvisamente e non possono essere spiegate soltanto attraverso gli avvenimenti politici più recenti. Esse derivano da esperienze, disposizioni morali e differenze sociali sedimentatesi nel tempo. Guardare la democrazia statunitense attraverso una singola generazione consente così di interrogarsi non soltanto sulla direzione del cambiamento, ma anche sulle sue diverse velocità, sui conflitti che produce e sulle condizioni necessarie perché un progresso formale diventi una trasformazione realmente condivisa.
Licosia: ogni libro è un luogo
Licosia ha un nuovo sito. La casa editrice del circuito Stroncature — indipendente, di ispirazione liberale e laica — si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, all’indirizzo di sempre: www.licosia.com. Pubblichiamo ricerca scientifica e accademica in collane con direttori e comitati scientifici, per una convinzione che ci accompagna da sempre e che anima anche Stroncature: sono la ricerca scientifica, culturale e tecnologica a muovere il mondo, e i libri ne sono il carburante. Da qui l’idea che dà forma al nuovo sito: ogni libro è un luogo. Un luogo dove si va per discuterne, dove si ritorna, di cui si può avere nostalgia o l’ansia di arrivare. Per questo, accanto al catalogo, alle collane, al processo di peer review e all’impegno per l’open access, ogni volume vive come una piattaforma — presentazioni video, dibattiti, incontri del circuito.
Ma la novità vera sono due sezioni pensate per chi la ricerca la fa e la deve pubblicare. La prima riguarda i fondi di ateneo e di dipartimento: la maggior parte dei docenti ha diritto a risorse per la pubblicazione che restano inutilizzate perché nessuno spiega come si chiedono. Il sito raccoglie le schede dei principali atenei italiani, verificate sui regolamenti vigenti, con l’indicazione di chi delibera, quali documenti servono, in quali finestre temporali si presenta la domanda. C’è un vademecum in cinque passi che accompagna dalla verifica della capienza del fondo alla rendicontazione finale, e c’è un modulo per chiedere una verifica gratuita: entro quarantotto ore si riceve la risposta su quale fondo è utilizzabile per il proprio volume e con quale procedura. La burocrazia la fa la casa editrice, non l’autore.
La seconda è lo screening dei finanziamenti esterni: oltre quaranta canali fra bandi ministeriali, europei, regionali e fondazioni private, ciascuno con l’importo, la scadenza e i requisiti di ammissibilità. Lo stato aperto o chiuso si aggiorna da solo, e ogni scheda porta la data dell’ultima verifica, così non capita di lavorare su un bando scaduto tre mesi fa.




