La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“Stay Alive: Berlin, 1939–1945”, Ian Buruma (Penguin Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da Penguin Press, Stay Alive: Berlin, 1939–1945 affronta una questione storica che riguarda direttamente anche il presente: come si vive all’interno di una società governata dalla violenza, dalla menzogna e dalla paura, quando la vita quotidiana continua tuttavia a conservare un’apparenza di normalità? Ian Buruma osserva Berlino non soltanto come capitale politica del Terzo Reich, ma come spazio umano nel quale milioni di persone dovettero scegliere ogni giorno se obbedire, adattarsi, approfittare delle circostanze, aiutare i perseguitati oppure distogliere lo sguardo. La prospettiva è resa particolarmente concreta dall’esperienza del padre dell’autore, Leo, costretto a lavorare nell’industria bellica berlinese e segnato per tutta la vita dai compromessi imposti dalla sopravvivenza. Il problema posto dal libro non consiste quindi nel separare schematicamente eroi e colpevoli, ma nel comprendere che cosa accada alla responsabilità individuale quando ogni gesto può comportare conseguenze imprevedibili. Quanto coraggio si può esigere da una persona che deve proteggere la propria famiglia? Fino a quale punto l’adattamento diventa collaborazione? È possibile custodire la decenza senza opporsi apertamente al potere? E che significato assume la cultura quando musica, cinema e spettacolo continuano a prosperare nel centro amministrativo di un regime assassino? Attraverso queste domande, Berlino diventa un osservatorio delle fragilità morali prodotte dall’autoritarismo. L’interesse del volume nasce proprio dalla sua capacità di mostrare che la dittatura non domina soltanto mediante gli ordini e il terrore: essa si consolida anche attraverso l’abitudine, il desiderio di tranquillità, la convenienza personale e la tentazione, sempre presente, di non sapere.
“All Species of Knowledge: A Voyage of Discovery, Failure, and Natural History in the Pacific Ocean”, David Igler (Oxford University Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da Oxford University Press, All Species of Knowledge: A Voyage of Discovery, Failure, and Natural History in the Pacific Ocean di David Igler affronta un problema decisivo per comprendere la storia delle esplorazioni: che cosa significa davvero scoprire qualcosa? Dietro l’immagine eroica della nave che penetra in mari sconosciuti si trovano infatti interessi imperiali, ambizioni personali, pratiche scientifiche ancora in formazione e incontri con popolazioni che quei territori conoscevano da secoli. Il libro invita quindi a interrogarsi sulla provenienza del sapere, sulle condizioni materiali della sua produzione e sui rapporti di potere che stabiliscono chi possa presentarsi come autore di una scoperta. Al centro della ricerca vi è un viaggio nel quale l’obiettivo più prestigioso non venne raggiunto, ma che generò ugualmente una quantità eccezionale di osservazioni, collezioni, immagini e ipotesi. Il fallimento non appare perciò come il semplice contrario del successo: può diventare un’esperienza da reinterpretare, documentare e trasformare in capitale scientifico. Igler osserva questo processo da una prospettiva attenta alle persone che raccolsero le informazioni, agli strumenti con cui le registrarono e soprattutto agli interlocutori indigeni dai quali derivò una parte essenziale delle conoscenze. Il risultato solleva domande ancora attuali: quali saperi vengono riconosciuti come scientifici? Quali vengono invece assorbiti senza attribuzione, deformati o cancellati? E in che modo testi, immagini e oggetti separano la conoscenza dalle comunità che l’hanno originariamente prodotta?
“Here Where We Live Is Our Country: The Story of the Jewish Bund”, Molly Crabapple (One World, 2026)
Pubblicato nel 2026 dalla casa editrice One World, Here Where We Live Is Our Country: The Story of the Jewish Bundnasce da una domanda personale che acquista progressivamente un significato politico generale. Molly Crabapple si interroga su che cosa resti di una tradizione cancellata non soltanto dalla violenza storica, ma anche dai racconti dominanti attraverso i quali le comunità ricostruiscono il proprio passato. Il punto di partenza è una figura familiare: il bisnonno Samuel Rothbort, artista ebreo emigrato negli Stati Uniti, che in gioventù era appartenuto a un’organizzazione clandestina. Da questa traccia quasi privata emerge un problema più ampio: come può una minoranza perseguitata rivendicare il diritto di abitare pienamente il luogo in cui vive, senza rinunciare alla propria identità e senza trasformare la propria emancipazione nell’esclusione di un altro popolo? Il libro merita attenzione perché sottrae tale interrogativo alle formule astratte e lo colloca nelle vite di lavoratori, militanti, insegnanti, profughi e combattenti. La prospettiva dell’autrice unisce memoria familiare, ricerca d’archivio e conoscenza diretta dei movimenti politici contemporanei, ma il centro dell’indagine resta la possibilità di costruire solidarietà in condizioni segnate da razzismo, sfruttamento e autoritarismo. Il Bund diventa così il terreno sul quale esaminare il rapporto fra appartenenza e universalismo, fra difesa di una comunità e trasformazione complessiva della società. La domanda che attraversa l’opera non riguarda soltanto che cosa sia accaduto a un movimento quasi dimenticato, ma quali forme di azione collettiva permettano agli esseri umani di considerarsi cittadini senza dover cancellare se stessi o cercare salvezza nell’espulsione altrui.
Parlare una lingua lontana
Come si costruisce la competenza orale nell’italiano LS per apprendenti sinofoni, tra distanza linguistica, interazione e strategie comunicative
Parlare una lingua lontana. Oralità e competenza comunicativa nell’italiano LS per apprendenti sinofoni, di Ines Vanore, affronta uno dei problemi più concreti e complessi dell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera: il passaggio dalla conoscenza della lingua alla capacità di usarla realmente nell’interazione. Il volume prende in esame il caso degli studenti universitari sinofoni, osservando come la distanza tra italiano e cinese non riguardi soltanto lessico e grammatica, ma coinvolga anche fonologia, prosodia, pragmatica, aspettative comunicative, pratiche didattiche e modi differenti di partecipare allo scambio linguistico. L’analisi si concentra in particolare sui livelli iniziali A1 e A2, alla luce del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue e del relativo Volume complementare, per mostrare quali competenze siano necessarie affinché l’apprendente possa passare dalla produzione di enunciati corretti alla gestione effettiva di una conversazione.
L’oralità viene quindi trattata come una competenza articolata: saper pianificare il discorso, prendere e mantenere il turno, chiedere chiarimenti, riformulare, compensare le lacune, adattarsi all’interlocutore e negoziare il significato. Su queste basi il volume propone undici principi per una didattica dell’oralità e una microsequenza destinata ad apprendenti universitari sinofoni, concepita come modello teorico-operativo adattabile anche ad altri contesti. Pubblicato da Licosia nella collana peer reviewed PHILOGLOSSIA, il libro è disponibile anche in Open Access, con l’obiettivo di rendere accessibile una riflessione che interessa non soltanto la glottodidattica dell’italiano in Cina, ma più in generale il modo in cui una lingua straniera diventa progressivamente uno strumento reale di relazione e partecipazione.
La versione cartacea del volume può essere acquistata su Amazon.
Licosia
Licosia è la casa editrice accademica del circuito Stroncature, indipendente, di ispirazione liberale e laica, attiva dal 2015. Pubblica ricerca scientifica in collane affidate a direttori e comitati scientifici, con peer review e attenzione all’open access, ma il progetto editoriale non si esaurisce nella pubblicazione del libro: ogni volume può continuare a vivere attraverso presentazioni, dibattiti e approfondimenti realizzati nel circuito Stroncature. Il nuovo sito sviluppa inoltre un’infrastruttura concreta per chi deve pubblicare ricerca, con una sezione dedicata ai fondi di ateneo e di dipartimento, un servizio di verifica delle procedure e uno screening aggiornato dei finanziamenti esterni. L’obiettivo è accompagnare l’autore non soltanto nella trasformazione della ricerca in un libro, ma anche nell’individuazione delle risorse disponibili, negli adempimenti amministrativi e nella successiva circolazione del lavoro scientifico.





