Stroncature Digest #128
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Il paradigma indiziario di Luisa Pranzetti: leggere l’America indiana dai margini del testo
Luisa Pranzetti non è stata una studiosa prolifica nel senso convenzionale del termine — ha pubblicato poco, ha evitato i convegni, ha rifiutato la cattedra come palcoscenico. Eppure il fascicolo che Letterature d’America le dedica a sei anni dalla scomparsa, curato da Amanda Salvioni, mostra con chiarezza che i suoi saggi degli anni Ottanta anticipavano un cambio di paradigma critico che la disciplina avrebbe raggiunto solo un decennio dopo. Il suo metodo — che lei stessa chiamava “paradigma indiziario” — partiva sempre dai margini del testo, dai dettagli apparentemente secondari, dai luoghi dell’enunciazione, per risalire ai meccanismi profondi con cui la letteratura coloniale e poi romantica ha sistematicamente occultato la presenza attiva dei popoli indigeni americani, sostituendola con immagini costruite per uso e consumo europeo. Era un metodo induttivo, mai deduttivo, estraneo tanto allo storicismo quanto alle mode intellettuali del suo tempo — abbastanza coraggioso da prendersela anche con Galeano e Todorov, e abbastanza lucido da vedere nella categoria del “realismo magico” una contraffazione critica prima ancora che diventasse un marchio turistico. Stroncature ha ospitato la tertullia con Camilla Cattarulla, Alessandro Lupo e Amanda Salvioni.
Karl Polanyi e il virus antidemocratico: leggere il 1937 per capire il presente
Il titolo originale era Europe Today — Europa oggi — e quell’oggi era il 1937, in piena guerra civile spagnola, con l’Europa fascistizzata per larga parte e la società delle nazioni già in agonia. Karl Polanyi scrisse questo lungo saggio non per un’accademia ma per i membri delle trade unions inglesi, convinto che la comprensione della storia fosse una condizione della democrazia, non un lusso intellettuale. La tesi centrale è tanto semplice quanto perturbante: il fascismo non è un’aberrazione esterna al capitalismo liberale ma la sua soluzione corporativa e antidemocratica nei momenti di crisi — il virus antidemocratico insito nel capitalismo industriale fin dall’inizio, come lo definisce Polanyi stesso in scritti ritrovati e pubblicati da Michele Cangiani, che ha curato questa prima traduzione italiana per Donzelli. La chiave di lettura è l’intreccio tra guerre esterne e guerre civili, tra conflitti di classe interni e scontri ideologici internazionali, una categoria analitica che Polanyi elabora guardando agli anni Trenta e che risulta metodologicamente feconda per chiunque voglia decodificare le dinamiche geopolitiche del presente — dalla crisi dell’ONU al tecnocapitalismo convergente con le destre sovraniste, fino a quella che Polanyi chiamava con lucida ironia «la suicida corsa agli armamenti» che definisce il gran premio della morte. Stroncature ha presentato il volume con Michele Cangiani, Susanna Böhmecke e Francesco Soverina.
L’Atene dei diritti: quando il soggetto giuridico aveva già un nome greco
Uno dei pilastri del pensiero politico occidentale è l’idea che i diritti individuali siano un’invenzione moderna — prodotto dell’Illuminismo, della Rivoluzione francese, del giusnaturalismo secentesco. Mirko Canevaro, nel volume L’Atene dei diritti (Laterza, 2026), smonta questa certezza attraverso un’analisi ravvicinata delle fonti greche: le leggi e i decreti dell’Atene classica, i casi giudiziari concreti, Aristotele. Quello che emerge non è un’anticipazione ingenua della modernità, ma una concezione articolata e sofisticata del soggetto titolare di diritti, nata non dall’astrazione teorica ma dal conflitto, dalla negoziazione, dalle lotte per il riconoscimento all’interno di una società in trasformazione. Il libro acquista una forza particolare nel presente, quando i diritti sono sottoposti a pressione crescente tanto nelle democrazie illiberali quanto nei regimi che li liquidano come imperialismo culturale occidentale — e tuttavia non elude il nodo più scomodo: gli stessi Ateniesi che elaborarono questa visione avanzata scelsero di negarla ostinatamente agli schiavi. È in questo paradosso, insieme fecondo e tragico, che il volume rintraccia una lezione ancora viva sulla natura storica, conflittuale e mai definitivamente acquisita dei diritti. Il prossimo 15 aprile alle 16:00, Stroncature presenta il libro con l’autore, Barbara Carnevali e Matteo Zaccarini, moderati da Riccardo Pennisi.
Critica senza crisi: come il pensiero critico ha costruito il proprio nemico
C’è una domanda che Critica senza crisi di Fulvia Giachetti (Mimesis, 2025) pone in modo indiretto ma ineludibile: cosa rivela una critica del sistema più del sistema stesso? Il volume non analizza il neoliberalismo come dottrina economica né come insieme di politiche di governo, ma come oggetto teorico costruito all’interno dei discorsi che negli ultimi cinquant’anni hanno cercato di nominarlo e contrastarlo. Lo spostamento di prospettiva è radicale: non si tratta di descrivere il neoliberalismo ma di esaminare la formazione discorsiva che la critica politica e sociale ha prodotto nel tentativo di misurarsi con la sua egemonia — in un’epoca in cui il capitalismo sembrava essersi imposto senza alternative credibili né ostacoli visibili. Ne emerge una riflessione che interroga insieme i contenuti teorici di quella critica e i suoi effetti materiali, chiedendosi se il pensiero emancipativo abbia saputo riformulare le proprie istanze o si sia invece cristallizzato attorno al problema che cercava di risolvere. È un libro che parla alla condizione presente della teoria critica con una precisione filosofica e una lucidità storico-concettuale rare. L’8 aprile alle 16:00, Stroncature presenta il volume con l’autrice, Bruno Montesano e Elia Zaru, moderati da Riccardo Pennisi.
Rassegna della stampa tedesca #163
La settimana dal 23 al 29 marzo restituisce l’immagine di una Germania stretta tra due pressioni che si alimentano a vicenda. All’esterno, la crisi nel Golfo non è più uno shock congiunturale: gli armatori tedeschi rifiutano di pagare il pedaggio imposto dall’Iran per il transito nello Stretto di Hormuz, il petrolio sopra i cento dollari al barile comincia a essere trattato come scenario strutturale, e la vulnerabilità energetica si traduce direttamente in pressione sui conti pubblici e sulla competitività industriale. All’interno, il governo Merz avvia una stagione riformatrice — quoziente coniugale, casse malattia, incentivi al lavoro — che i commentatori leggono come un «pyrrhussieg»: una vittoria elettorale che ha amplificato le aspettative senza allargare i margini fiscali, mentre i sondaggi segnalano la riduzione del vantaggio della CDU/CSU sull’AfD e un calo sensibile della fiducia nella competenza di governo della SPD. Sullo sfondo emergono i temi strutturali della difesa: il programma satellitare militare SatcomBW4 genera conflitti industriali, il programma navale F126 accumula ritardi, la Bundeswehr costruisce un’infrastruttura cloud open source per ridurre le dipendenze tecnologiche, e la missione asiatica del ministro Pistorius segna il passaggio dal «flag showing» a una diplomazia industriale basata su accordi concreti con Giappone, Singapore e Australia. Stroncature pubblica la rassegna per conto della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano.




