Stroncature Digest #135
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
La dimensione affettiva nella raccomandazione musicale
Quando un sistema ci suggerisce una canzone, di norma cerca semplicemente qualcosa di simile a ciò che abbiamo già apprezzato. Questa ricerca prova a fare un passo in più: tenere conto anche dello stato emotivo di chi ascolta nel momento in cui il suggerimento viene prodotto. Il modello ricostruisce il profilo affettivo dell’utente a partire dai brani condivisi sui social e dai messaggi testuali pubblicati nelle vicinanze, e descrive ogni canzone su più livelli — suono, generi, testi. L’esito più interessante è controintuitivo: le emozioni migliorano i suggerimenti solo quando entrano nel cuore del modello, mentre usate come filtro rigido peggiorano i risultati. La ragione è che non tutti, in un dato stato d’animo, cercano contenuti che lo rispecchino: c’è chi vuole consonanza, chi invece cerca di stare meglio. L’articolo rielabora in forma divulgativa il contributo scientifico di Marco Polignano, Fedelucio Narducci, Marco de Gemmis e Giovanni Semeraro, pubblicato su Expert Systems With Applications (2021). Un lavoro nato nell’ambito della Terza Missione di Stroncature in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
“Libertà e ordine. Manifestazioni e tumulti nell’età della Destra (1861-1876)” di Ludovico Matrone
Lo Stato unitario nasce nel 1861 con un problema irrisolto: come conciliare le libertà costituzionali riconosciute dallo Statuto albertino con la difesa dell’ordine politico e sociale. Il volume di Ludovico Matrone — dottore di ricerca in storia contemporanea e borsista dell’Istituto per la Storia del Risorgimento — affronta la questione dal punto di osservazione della piazza: i tumulti di Torino del settembre 1864 contro il trasferimento della capitale, l’insurrezione di Palermo del 1866, i moti del macinato, il caso Lobbia, i tentativi insurrezionali internazionalisti del 1874. Attraverso un’ampia ricerca d’archivio, emerge uno Stato liberale che, nei momenti di crisi, ricorre con frequenza a strumenti eccezionali, controllo preventivo e ampi margini di discrezionalità affidati ai funzionari — ma che Matrone si guarda dal ridurre a puro apparato repressivo, restituendone piuttosto le contraddizioni, l’imprevidenza e le risorse insufficienti. Ne discutono con l’autore Pierangelo Gentile (Università di Torino) e Adriano Viarengo, storico del Risorgimento. Il libro, edito da Carocci per il Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ha vinto il premio per gli studi storici sul Piemonte dell’Ottocento e del Novecento.
“Differenziazione didattica e apprendimento. Il Design for all per la scuola inclusiva” di Elisabetta Cigognini
Differenziare la didattica non è una tecnica per gestire le difficoltà di singoli studenti, ma un approccio culturale e sistemico per costruire una scuola più equa. È la tesi del volume di Elisabetta Cigognini, che applica all’educazione il principio del design for all: progettare l’ambiente di apprendimento perché ciascuno — non solo chi ha bisogni speciali — possa riconoscere i propri talenti e partecipare attivamente alla vita della classe. Al centro si colloca la valutazione formativa, intesa non come momento finale di verifica, ma come pratica continua che sostiene motivazione, autoregolazione e persistenza. Il libro intreccia teoria e sperimentazione attraversando organizzazione scolastica, tecnologie educative, inclusione ed educazione di genere, con contributi di Elena Bortolotti e Gisella Paoletti (Università di Trieste). Ne discutono con l’autrice Paolo Sorzio (Università di Trieste) e Francesca Zanon (Università di Udine). Edito da Carocci (2025).
“Tra le carte di Carlo Levi. Ritratti e digressioni” di Luca Beltrami
Il prossimo 8 giugno alle 16:00 Stroncature ospiterà la presentazione del libro Tra le carte di Carlo Levi. Ritratti e digressioni di Luca Beltrami (Edizioni ETS, 2026). Muovendo dalla documentazione d’archivio leviana — lettere, agende, taccuini, appunti, bozze — il volume attraversa la soglia mobile tra edito e inedito, leggendo questi materiali non come semplici carte preparatorie ma come tracce di un laboratorio in cui scrittura, pittura, impegno civile e riflessione politica si intrecciano di continuo. Articolato in cinque capitoli, ricostruisce i temi affrontati da Levi dagli anni Venti ai Settanta, mettendo in relazione le opere maggiori — Cristo si è fermato a Eboli, Paura della libertà, L’Orologio — con prose giornalistiche, interventi pubblici e scritture private, lungo una geografia intellettuale che tocca Torino, Alassio, Aliano, Roma e New York. Ne emerge un Levi obliquo e plurale, capace di guardare alla Lucania da una prospettiva ligure e di osservare da oltreoceano l’immobilismo della classe dirigente romana del dopoguerra. Con l’autore dialogheranno Alberto Beniscelli (Università di Genova) e Carmela Biscaglia, esperta di storia del Mezzogiorno e archivistica; modera Riccardo Pennisi. Per partecipare è necessario registrarsi.
“Federico II” di Fulvio Delle Donne
Il prossimo 12 giugno alle 16:00 Stroncature ospiterà la presentazione del libro Federico II di Fulvio Delle Donne (Salerno Editrice, 2026). Cosa rende grande un personaggio storico, al punto da consegnarlo a una memoria destinata a durare? Federico II — che Dante definì l’«ultimo imperadore delli Romani» — incarnò con straordinaria consapevolezza l’idea di un potere chiamato a ordinare il mondo, e questo profilo critico ne ricostruisce la statura là dove biografia, politica e mito si intrecciano. Il cuore dell’argomentazione è la costruzione dello Stato come centro di una trasformazione più ampia: diritto, politica, edilizia pubblica, nuove concezioni della nobiltà, scienza e poesia convergono in un sistema coerente, in cui il potere non si limita ad amministrare ma ambisce a dare forma a una civiltà. Ne emerge il ritratto di una figura sospesa tra storia e leggenda, capace di interpretare come poche altre le tensioni e le possibilità del Medioevo europeo. Con l’autore dialogheranno Marino Zabbia (Università di Torino) e Guido Cappelli (Università L’Orientale di Napoli); modera Riccardo Pennisi. Per partecipare è necessario registrarsi.
GeoStrategia
È una pubblicazione dedicata all’analisi delle questioni politiche ed economiche internazionali e parte dall’assunto che le ragioni della sicurezza hanno iniziato a plasmare con maggiore forza non solo le relazioni politiche tra gli stati, ma anche le relazioni economiche, che sono meno condizionate dal vantaggio economico e più dalla compatibilità politica tra gli attori. Le pubblicazioni sono riservate agli abbonati.
L’ordine come costruzione. Perchè la Trappola di Tucidide è una sciocchezza
Esiste una persistente illusione nel modo in cui si discute di potenza internazionale: l’idea che il primato di uno Stato sia anzitutto una questione di forza, di capacità militare, di dimensione economica o demografica. La storia degli ordini internazionali racconta una vicenda diversa. Una potenza non diventa il centro di un sistema perché è la più forte, ma perché costruisce qualcosa che agli altri conviene abitare. L’ordine internazionale non è la proiezione di una superiorità, è una costruzione: un’architettura di regole, istituzioni e beni condivisi che rende vantaggiosa la partecipazione e legittima la guida. È un manufatto politico, non un effetto meccanico della potenza, e come ogni costruzione richiede materiali, progettazione e manutenzione costante. La forza è una condizione necessaria ma non sufficiente: senza la capacità di fornire beni di pubblica utilità internazionale, la preminenza materiale resta nuda dominazione, e la dominazione non genera ordine, genera resistenza. È la ragione per cui imperi militarmente formidabili sono collassati in fretta, mentre egemonie costruite sulla fornitura di beni condivisi hanno retto per secoli. La tesi che segue, costruita sulla convergenza fra la teoria delle istituzioni di Daron Acemoglu e James Robinson, la teoria della stabilità egemonica di Charles Kindleberger e Robert Gilpin, e la teoria dell’autorità relazionale di David Lake, argomenta che un ordine internazionale è inclusivo, e dunque genera forze centripete, quando la potenza centrale fornisce beni pubblici; e diventa estrattivo, generando forze centrifughe che lo disgregano, quando il centro smette di fornirli o piega il sistema al proprio esclusivo vantaggio.





