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“Una modernità apparente. L’architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all’Africa orientale” di Mia Fuller

Lo scorso 28 settembre, Stroncature ha ospitato la presentazione del libro “Una modernità apparente. L’architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all’Africa orientale” di Mia Fuller (Viella, 2026).

Il volume offre una panoramica sull’architettura e sulla pianificazione urbana nelle colonie italiane tra Ottocento e Novecento, dal Nord Africa all’Africa orientale, fino alle isole del Mediterraneo. Il libro colloca le trasformazioni dello spazio costruito dentro la storia del colonialismo italiano e delle aspettative politiche, culturali e amministrative che lo accompagnarono.

L’analisi prende in esame le posizioni teoriche degli architetti attivi in Italia e nei territori coloniali, osservando come queste idee si tradussero nelle scelte di amministratori e pianificatori. Tripoli, Addis Abeba e gli insediamenti per i coloni in Libia ed Etiopia diventano così luoghi attraverso cui leggere ambizioni, contraddizioni e limiti della progettazione coloniale italiana.

Ripercorrendo i tentativi di definire un’architettura coloniale distinta da quella britannica e francese, il volume propone una riflessione comparativa sul rapporto tra colonialismo e spazio urbano. Ne emerge un quadro in cui la retorica della modernità spesso nascondeva amministrazioni disordinate, piani incoerenti e conflitti interni alla stessa politica coloniale italiana.

Con l’autrice dialogano la prof.ssa Paola Salvatori e il prof. Emanuele Ertola.

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