Punti cardinali #89
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi proibitivi dei volumi specialistici.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Mettiamo a disposizione degli abbonati schede analitiche rigorose, progettate per estrarre il nucleo teorico delle opere più rilevanti. Per gli abbonati, questo si traduce in un vantaggio intellettuale immediato: significa assimilare modelli e categorie che richiederebbero settimane di studio, aggirando i costi e le barriere linguistiche.
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In questo numero: l’analisi di 3 nuove opere appena pubblicate dalle maggiori case editrici accademiche.
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“Citizen Knowledge: Markets, Experts, and the Infrastructure of Democracy” Lisa Herzog (Oxford University Press, 2024)
In Citizen Knowledge: Markets, Experts, and the Infrastructure of Democracy (Oxford University Press, 2024), Lisa Herzog affronta un nodo che attraversa le democrazie contemporanee: la difficoltà crescente di governarsi collettivamente quando il rapporto con la conoscenza si incrina, si politicizza in modo distorto o viene piegato da interessi organizzati. Il punto di partenza non è l’idea astratta che “la gente non sa”, ma l’insieme di sintomi concreti che segnano la vita pubblica: risentimento verso gli esperti, polarizzazione informativa, manipolazioni strategiche dell’incertezza scientifica, cinismo verso la distinzione fra vero e falso, logoramento delle istituzioni che dovrebbero filtrare, verificare e rendere utilizzabile ciò che sappiamo. Herzog propone di leggere questa crisi non come un destino culturale, né come semplice effetto della rete, ma come esito di scelte istituzionali e di un’egemonia intellettuale: l’idea che i mercati siano il paradigma privilegiato per trattare anche ciò che non è merce, incluse informazioni, competenze e discorso pubblico. Da qui si apre una domanda di fondo: quali condizioni rendono possibile una cittadinanza capace di decisione, e quali infrastrutture—materiali e sociali—devono sostenere la conoscenza perché la democrazia non diventi una finzione procedurale?
“ChatGPT and the Future of AI: The Deep Language Revolution” Terrence J. Sejnowski (The MIT Press, 2024)
ChatGPT and the Future of AI. The Deep Language Revolution, pubblicato da The MIT Press nel 2024, nasce dall’impressione che l’arrivo dei grandi modelli linguistici abbia introdotto non solo uno strumento nuovo, ma una trasformazione cognitiva e sociale che fatichiamo ancora a descrivere con parole adeguate. Sejnowski non tratta ChatGPT come una curiosità tecnologica né come un semplice prodotto di mercato: lo assume come un evento che riapre domande di fondo su che cosa significhi “capire”, su come si debba intendere l’intelligenza quando la sua manifestazione più vistosa è linguistica, e su quali criteri possano distinguere competenza, imitazione e affidabilità. Il libro invita a sospendere sia l’entusiasmo ingenuo sia l’allarmismo automatico, e a guardare il fenomeno con l’attenzione che si riserva a un cambiamento di infrastruttura: qualcosa che, una volta stabilizzato, entra nei processi quotidiani e li rimodella dall’interno. La posta in gioco non riguarda soltanto l’efficienza o l’automazione, ma il modo in cui le persone formulano domande, delegano compiti, valutano le fonti, e persino interpretano la presenza di un interlocutore che risponde in una prosa sorprendentemente ben formata. È in questa tensione—tra potenza espressiva e fragilità epistemica, tra utilità concreta e ambiguità concettuale—che il libro colloca il proprio problema centrale: capire che cosa stia davvero accadendo “dietro” la fluidità delle risposte, e quali conseguenze, prevedibili e impreviste, ne deriveranno.
“China’s Galaxy Empire: Wealth, Power, War, and Peace in the New Chinese Century” John Keane, Baogang He (Oxford University Press, 2024)
Il libro di John Keane e Baogang He, pubblicato nel 2024 da Oxford University Press, si presenta come un tentativo di rimettere ordine in un dibattito che spesso oscilla tra due eccessi speculari: l’entusiasmo per la “rinascita” cinese come soluzione ai limiti dell’Occidente e, all’opposto, la descrizione di Pechino come minaccia monolitica e inevitabilmente aggressiva. L’intuizione di fondo è che per capire la Cina contemporanea non bastano le categorie consuete con cui si descrivono gli Stati nazionali, né le parole d’ordine della cronaca geopolitica; occorre interrogarsi su che cosa significhi, oggi, esercitare potere su scala globale in un’epoca di reti, logistica e interdipendenze finanziarie. Ne deriva una domanda più impegnativa: se la Cina non si lascia ridurre né a “potenza sovrana” né a “egemone” nel senso classico, quali forme di organizzazione del potere la rendono capace di incidere sulla vita di attori lontani, di trasformare infrastrutture, mercati, abitudini comunicative e persino l’immaginario politico in molte regioni del mondo? È questa ricerca di un lessico adeguato—sobrio, descrittivo, non moralistico—che fa del volume una proposta interpretativa: non un elogio e non un atto d’accusa, ma un invito a riconoscere la natura e le ambivalenze di un’espansione che cambia le condizioni stesse in cui si parla di ricchezza, guerra e pace nel “nuovo secolo cinese”.
Licosia
È la casa editrice di Stroncature, pubblica esclusivamente opere scientifiche e testi di saggistica.
Amina: Storia e archeologia di Pontecagnano tra Etruschi, Greci e Romani
Molto prima che diventasse Picentia, Amina fu una città viva, autonoma, profondamente mediterranea. Questo libro ne racconta la storia: un centro etrusco-campano dinamico e articolato, protagonista delle rotte commerciali e dei sistemi politici dell’Italia preromana. Amina fu una città con istituzioni, templi, necropoli, modelli insediativi e forme di rappresentazione del potere proprie, che ne fanno uno dei più interessanti laboratori di civiltà dell’Italia antica. Attraverso l’analisi delle fonti archeologiche, epigrafiche e storiche, il volume ricostruisce il ruolo di Amina nella rete dei centri medio-tirrenici tra VIII e III secolo a.C., fino alla cesura imposta dalla conquista romana e alla rifondazione con il nome di Picentia.





