Punti cardinali #98
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
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“Do the Humanities Create Knowledge?” Chris Haufe (Cambridge University Press, 2023)
In un’epoca in cui “sapere” viene spesso identificato, quasi automaticamente, con ciò che è misurabile, sperimentabile e traducibile in procedure standard, Do the Humanities Create Knowledge? (Cambridge University Press, 2023) di Chris Haufe prova a riaprire una domanda che molti considerano già chiusa: che cosa conta davvero come conoscenza, e perché. Il libro prende le mosse da un disagio culturale molto concreto: la sensazione, diffusa in ambienti accademici e non solo, che le scienze naturali abbiano un primato epistemico esclusivo e che le discipline umanistiche, per quanto preziose o “formative”, non producano risultati comparabili. Haufe non risponde con una difesa retorica delle humanities, né con l’idea consolatoria di “altri modi di conoscere” lasciati volutamente vaghi. Prova invece a ricostruire la grammatica implicita con cui giudichiamo ciò che merita il titolo di conoscenza e a mostrare che quella grammatica, se presa sul serio, non esclude affatto le humanities. L’ambizione, sin dall’inizio, è doppia: mettere in discussione le semplificazioni con cui raccontiamo la scienza e, allo stesso tempo, rendere più visibile la struttura epistemica del lavoro umanistico. Il punto non è proclamare un’equivalenza facile tra ambiti diversi, ma capire quali condizioni rendono possibile un sapere condiviso, stabile quanto basta, capace di orientare ulteriori ricerche e di trasformare il modo in cui interpretiamo esperienza e mondo.
“Dots and Lines: Hidden Networks in Social Media, AI, and Nature” Anthony Bonato (Johns Hopkins University Press, 2025)
Il libro di Anthony Bonato, pubblicato nel 2025 da Johns Hopkins University Press, parte da un’intuizione tanto semplice quanto potente: molte delle cose che accadono nel mondo – nelle piattaforme digitali, nei sistemi biologici, nelle infrastrutture, perfino nelle storie che raccontiamo – diventano più leggibili se le si guarda come reti. La rete, qui, non è una metafora ornamentale, ma un vero e proprio “occhiale” concettuale: un modo di rendere visibili relazioni che normalmente restano implicite, disperse, difficili da afferrare a colpo d’occhio. Bonato insiste sul fatto che siamo circondati da reti e, in un certo senso, ci muoviamo continuamente dentro di esse: reti di contatti, di scambi, di dipendenze, di influenze, di passaggi. Da questa prospettiva, la domanda non è più soltanto “che cosa succede?”, ma “come sono collegati tra loro i pezzi del sistema che osserviamo?” e “quali effetti produce la forma di quei collegamenti?”. Il libro si propone di dare un quadro di network science contemporanea attraverso esempi attuali e riconoscibili: social media, dinamiche di competizione, diffusione di contenuti, sicurezza, cultura pop, e più avanti anche biologia, clima ed economia. L’ambizione dichiarata è rendere accessibile questo modo di ragionare senza richiedere competenze matematiche avanzate, ma senza rinunciare alla precisione delle definizioni e alla logica che regge l’intero impianto.
“Inventing the Market. Smith, Hegel, and Political Theory” di Lisa Herzog (Oxford University Press, 2013)
Il volume di Lisa Herzog, Inventing the Market. Smith, Hegel, and Political Theory (Oxford University Press, 2013), si presenta come un’ampia ricostruzione storico-concettuale del modo in cui Adam Smith e Georg Wilhelm Friedrich Hegel hanno interpretato il fenomeno del mercato all’interno delle rispettive filosofie morali e politiche. L’autrice affronta il tema muovendo da un interrogativo preliminare: cosa intendiamo realmente quando parliamo di “mercato”, oltre la molteplicità di pratiche economiche e sociali che ne costituiscono le manifestazioni empiriche? Il libro sostiene che per comprendere la natura dei mercati moderni non basta analizzare i meccanismi economici astratti, ma occorre rivolgersi ai contesti storici e teorici in cui si sono formati i concetti fondamentali. L’obiettivo è mostrare come Smith e Hegel elaborino due modelli paradigmatici del mercato: per Smith esso è una “saggia artificiata della natura”, capace di convertire comportamenti individuali in risultati socialmente vantaggiosi, mentre per Hegel costituisce uno spazio di libertà soggettiva ma anche una forza disgregante che deve essere contenuta mediante istituzioni politico-giuridiche.
“The Logic of Immunity: Deciphering an Enigma” di Bobby Joseph Cherayil (Johns Hopkins University Press, 2024)
Il volume The Logic of Immunity: Deciphering an Enigma, pubblicato nel 2024 dalla Johns Hopkins University Press, è un’indagine approfondita su uno dei sistemi biologici più complessi e affascinanti: il sistema immunitario. L’autore, Bobby Joseph Cherayil, medico e ricercatore, non si limita a descrivere una serie di meccanismi difensivi, ma invita il lettore a ripensare radicalmente il concetto stesso di immunità, spostando l’attenzione dalla metafora bellica tradizionale – fatta di invasori e difensori – a una visione più sfumata di equilibrio, comunicazione e mantenimento dell’identità biologica. Il testo affronta questioni cruciali che trascendono la semplice biologia cellulare, toccando i confini tra il “sé” e il “non-sé” e interrogandosi su come un organismo possa tollerare la presenza massiccia di microbi benefici pur rimanendo vigile contro i patogeni letali. Attraverso una narrazione che intreccia la storia delle scoperte scientifiche con le più recenti acquisizioni molecolari, Cherayil esplora la logica sottesa a decisioni fisiologiche di vita o di morte prese a livello microscopico. Il libro merita attenzione perché smonta la percezione dell’immunologia come disciplina isolata, rivelandone le connessioni profonde con il metabolismo, il sistema nervoso e l’evoluzione, offrendo così una prospettiva integrata essenziale per comprendere le sfide mediche contemporanee, dalle pandemie alle terapie anticancro.
Licosia
È la casa editrice di Stroncature. Nata nel 2015, pubblica opere di saggistica e testi scientifici. Tutte le opere sono distribuite in Italia, all’estero e nelle maggiori biblioteche europee attraverso Casalini.
The One-Person Billion-Dollar Company: Come il capitalismo cognitivo trasforma il lavoro, il valore e l’impresa
The One-Person Billion-Dollar Company analizza come l’intelligenza artificiale agentica, l’automazione cognitiva e le infrastrutture digitali distribuite stiano trasformando radicalmente il concetto di impresa. In un contesto in cui la produttività non è più una funzione del lavoro umano, emerge un nuovo profilo imprenditoriale: chi progetta sistemi intelligenti al posto di strutture gerarchiche.
Il libro propone un’analisi teorica delle nuove economie di scala abilitate da agenti autonomi, API modulari, modelli linguistici avanzati e servizi cloud componibili. Queste infrastrutture rendono possibile un’impresa interamente costruita su sistemi cognitivi automatizzati, capaci di operare e adattarsi con un intervento umano minimo.
Il testo offre uno strumento concettuale per comprendere come stanno nascendo le imprese del XXI secolo: fondate non su organici estesi, ma su architetture intelligenti progettate per generare valore in modo autonomo. In questo scenario, vengono superati i presupposti storici sulla scala, sulla crescita e sulla produttività, aprendo la strada a forme d’impresa più snelle, interamente sistemiche e potenzialmente guidate da un solo individuo.
La sfida della democrazia: strategie per il migliore dei mondi possibili
Siamo lupi e formiche. Predatori solitari e costruttori di città. Questa doppia natura ci accompagna da sempre, creando una tensione irrisolvibile tra l’individuo e la collettività, tra la foresta e la polis.
In un’epoca di declino cognitivo e aspettative deluse, la democrazia liberale affronta sfide senza precedenti. Non sono le tecnologie a minacciarci, ma un “bug” più profondo: abbiamo smesso di lottare per ciò che vogliamo essere, cercando invece soluzioni esterne che ci risparmino lo sforzo di pensare, scegliere, decidere.
Questo libro percorre un viaggio dalla fisica quantistica alla biologia evolutiva, dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dalla filosofia politica all’economia, per mostrare come la democrazia non sia un punto d’arrivo ma un processo faticoso che richiede coscienza, memoria, immaginazione e soprattutto fiducia.







