Stroncature Digest #120
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
“Eroi greci e perché ne abbiamo bisogno” di Anton Bierl, Francesco Stella
Lo scorso 19 gennaio, Stroncature ha ospitato la presentazione del libro “Eroi greci e perché ne abbiamo bisogno” di Anton Bierl, Francesco Stella (Edizioni della Normale, 2025). Cosa hanno in comune gli eroi greci della poesia arcaica e la laetitia renovationis della letteratura carolingia? Nulla, o quasi. Ma è proprio questa distanza a rivelare il senso profondo delle Balzan-Lincei-Valla Lectures, che si tengono ogni anno all’Accademia dei Lincei: non l’uniformità tematica, ma la testimonianza viva della ricerca filologica nelle sue due grandi direttrici, greca e latina. Nel volume si raccolgono due lezioni che, pur muovendosi su assi culturali e cronologici distanti, tracciano entrambe il profilo di una continuità profonda: da un lato, il mondo eroico della Grecia arcaica analizzato da Anton Bierl; dall’altro, il laboratorio culturale della rinascita carolingia, al centro dell’intervento di Francesco Stella. Le due civiltà – quella greca, che si estende sino a Bisanzio, e quella latina, che attraversa il Medioevo fino al Rinascimento – vengono lette non come tradizioni chiuse, ma come spazi dinamici di trasmissione, rielaborazione e riscrittura. È questa la missione che la Fondazione Valla continua a incarnare: restituire la vitalità di un patrimonio che, lontano dall’essere statico, continua a generare senso, domande e forme. Con l’autore prof. Anton Bierl hanno dialogato la Prof.ssa Silvia Romani e Prof. Riccardo Palmisciano.
Analisi & Ricerche
Il tallone d’Achille delle reti “Scale-Free”
Lo studio delle reti complesse ha progressivamente superato l’idea di sistemi composti da nodi equivalenti connessi in modo casuale. Un contributo decisivo in questa direzione è stato fornito dai lavori di Albert-László Barabási, che hanno mostrato come numerosi sistemi reali — dalle infrastrutture digitali globali alle reti di interazione biologica — condividano una medesima architettura topologica, definita scale-free o a invarianza di scala. Questa struttura non si limita a descrivere la ridotta distanza media tra i nodi, ma introduce una comprensione più profonda delle modalità con cui la connettività si distribuisce e si concentra all’interno dei sistemi complessi.
Palinsesto
“Marginalità ibride” di Letteria G. Fassari, Paolo Do, Gioia Pompili
Il prossimo 30 gennaio alle 16:00, Stroncature ospiterà la presentazione del libro “Marginalità ibride” di Letteria G. Fassari, Paolo Do, Gioia Pompili (Carocci editore, 2025). Il volume propone uno sguardo sociologico sulle marginalità contemporanee, assumendo il concetto di ibrido come chiave analitica per interpretare pratiche, soggettività e spazi in trasformazione. Lungi dall’essere mera esclusione, la marginalità è qui intesa come ambito dinamico in cui corpi, culture e quotidianità si articolano in forme di resistenza e riflessività, capaci di interrogare criticamente l’ordine sociale. Attraverso una serie di studi di caso – dalle performance di donne musulmane alle vite quotidiane dei senza fissa dimora, dalle esperienze digitali di giovani con disagio psichico alle nuove ecologie che intrecciano natura e cultura – il libro indaga tattiche creative e pratiche di agency che riformulano lo spazio e i suoi significati. La nozione di rifigurazione spaziale diventa lo strumento per leggere gli intrecci tra centro e periferia, mobilità e stanzialità, resistenza e stigmatizzazione. Coniugando sociologia dello spazio, studi culturali e sensibilità interdisciplinare, il volume offre una lettura critica delle sfide della contemporaneità, invitando a ripensare i confini – fisici, simbolici, affettivi – che strutturano il vivere sociale. I margini appaiono così non come periferie del sistema, ma come luoghi vivi di negoziazione e possibilità. Con gli autori dialogheranno la prof.ssa. Emanuela Spanò e il prof. Luca Reale. Modera l’incontro Riccardo Pennisi. Per partecipare è necessario registrarsi.
“What’s My Name?: Black Vernacular Intellectuals” by Grant Farred
On February 4 at 4:00 PM, Stroncature will host the presentation of What’s My Name?: Black Vernacular Intellectuals by Grant Farred (2003). The book has recently been published in Italian by Quodlibet (2025), translated by Valeria Dani. Antonio Gramsci’s democratic vision famously proposed that “all men are intellectuals,” yet definitions of intellectual work remain largely confined to elite academic and institutional settings. In this bold and original study, Grant Farred reimagines the figure of the intellectual through four iconic individuals from the African diaspora: American boxer Muhammad Ali, West Indian Marxist critic C. L. R. James, British cultural theorist Stuart Hall, and Jamaican musician Bob Marley. Building on Gramsci’s concept of the organic intellectual, Farred introduces the category of the vernacular intellectual—those who confront injustice not necessarily through formal academic channels, but from within the rhythms and realities of popular culture, public life, and political resistance. Ali’s verbal brilliance and fearless dissent, no less than his boxing genius, shaped global perceptions of race, power, and identity. Marley’s music gave voice to anti-colonial struggle and spiritual emancipation, blending political clarity with lyrical and melodic force. Neither is typically called an “intellectual,” yet both performed deeply intellectual labor—reframing collective consciousness and challenging dominant ideologies. By contrast, James and Hall occupy a liminal space: firmly rooted in academic traditions, but consistently attuned to the vernacular energies of sport, music, media, and diasporic experience. Their work bridges scholarly rigor and cultural urgency, interrogating colonial legacies and the ongoing realities of racism. What’s My Name challenges conventional boundaries of intellectual legitimacy, offering a compelling and inclusive vision of thought and critique—one that unfolds not only in the university, but in the ring, on the stage, and across the airwaves. Professor Elettra Stimilli and Professor Felice Ciamatti will be in conversation with the author. The event will be moderated by Riccardo Pennisi. Registration is required to attend.
Parole come pietre
“Mens agitat molem”
La locuzione “Mens agitat molem”, pur radicandosi in un contesto che può essere interpretato in chiave religiosa o metafisica, può essere esaminata anche sotto una luce differente, che pone in rilievo il primato dell’intelligenza, dello spirito e dell’intelletto umani. In questa interpretazione, la “Mens” non rappresenta una divinità o un principio sovrannaturale, ma piuttosto simboleggia la facoltà umana di ragionare, di comprendere e di modificare la realtà. La “molem”, ovvero la materia, diventa così l’oggetto su cui l’intelletto agisce, plasmandola e trasformandola. Questa visione esalta il potere creativo e trasformativo della mente umana, che, attraverso l’uso della ragione, della scienza e dell’arte, è in grado di dominare e riformulare il mondo materiale che la circonda.






