Stroncature Digest #130
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Intelligenza senza giudizio
L’intelligenza artificiale è entrata nella vita pubblica come una questione economica — posti di lavoro, produttività, concentrazione del potere. È una lettura legittima, ma incompleta. Sotto la superficie del dibattito su regolazione e displacement si nasconde una domanda più profonda, che la cultura pubblica fatica ad articolare: l’AI non sta solo cambiando cosa gli esseri umani possono fare — sta mettendo in crisi le categorie con cui la modernità ha definito cosa significa essere umani. Dal 1637, quando Cartesio distinse l’essere umano dall’automa attraverso il linguaggio e la ragione adattiva, quella distinzione ha retto il diritto, l’etica, la politica, l’identità. L’AI la dissolve — non ai margini, ma al centro. Produce linguaggio senza intendere, ragionamento senza deliberare, decisioni senza responsabilità. Non sappiamo ancora cosa rispondere. Questo articolo è un tentativo di porre la domanda nel modo giusto.
“Critica senza crisi” di Fulvia Giachetti
Neoliberalismo è una delle parole più usate nel dibattito politico e intellettuale degli ultimi quarant’anni — e forse una delle meno definite. Tutti sanno cosa intendono quando la usano, ma raramente ci si ferma a chiedersi cosa sia esattamente: una dottrina economica, una razionalità di governo, un oggetto polemico costruito dalla critica che lo contesta? Critica senza crisi, il libro di Fulvia Giacchetti pubblicato da Mimesis nel 2025, parte da questa domanda e arriva a una diagnosi più ambiziosa: il neoliberalismo è fondamentalmente un concetto della critica sociale, e studiarlo significa studiare lo stato della critica stessa — una critica che dal 1989 in poi si ritrova senza la crisi che storicamente la alimentava, senza un soggetto politico collettivo che la incarni, senza una pars construens in grado di indicare una direzione. Ne abbiamo parlato con l’autrice insieme al filosofo politico Elia Zaru e al giornalista e saggista Bruno Montesano, in una conversazione che tocca Foucault e Stuart Hall, Gramsci e Negri, il populismo di sinistra e la questione — ancora aperta — di cosa significhi fare critica oggi.
“Dio gioca a dadi con il mondo. La storia della meccanica quantistica a fumetti” di Giuseppe Mussardo e Luca Morici
La meccanica quantistica è forse l’impresa intellettuale più riuscita del Novecento — e una delle meno comprese. Non per mancanza di divulgazione, ma perché la sua storia vera, quella delle menti che l’hanno costruita tra controversie, intuizioni folgoranti e crisi personali, raramente riesce a uscire dai libri di testo. Dio gioca a dadi con il mondo, il fumetto di Giuseppe Mussardo e Luca Morici pubblicato da Castelvecchi, tenta qualcosa di diverso: raccontare quella storia attraverso il disegno, con Bell — il fisico irlandese che ha avuto l’ultima parola sul grande duello tra Einstein e Bohr — come narratore. Ne abbiamo parlato con gli autori insieme alla giornalista scientifica Chiara Sabelli e al saggista Filippo Laporta, in una conversazione che tocca la fisica, certo, ma anche il modo in cui la scienza si fa, si racconta e si trasmette.
“Il PSI di Craxi” di Saro Freni
Il decennio di Craxi al governo del Partito Socialista Italiano — dal 1976 al 1987 — è uno dei periodi più discussi e meno compresi della storia repubblicana italiana. Discusso perché ha lasciato ferite politiche che non si sono mai del tutto rimarginate; meno compreso perché il dibattito pubblico ha oscillato quasi sempre tra apologia e demonizzazione, senza trovare il registro dell’analisi storica. Il PSI di Craxi, il libro di Saro Freni pubblicato da Mimesis nel 2025, prova a occupare quello spazio: non una biografia di Bettino Craxi, non una storia del partito, ma una ricostruzione del dibattito culturale e politico interno al socialismo italiano in quegli anni — il riformismo come progetto, i suoi limiti, le sue promesse non mantenute. Ne abbiamo parlato con l’autore insieme a Lodovico Festa, giornalista e scrittore, e a Bruno Pellegrino, senatore socialista a Milano in quegli anni, in una conversazione che tocca il contesto internazionale, il rapporto tra intellettuali e partiti, la questione morale, e la domanda che resta aperta: perché il riformismo italiano è storicamente così fragile?
Rassegna della stampa tedesca #164
La rassegna che pubblichiamo di seguito è il monitoraggio della stampa tedesca curato dalla redazione di Stroncature per conto della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano, e copre il periodo compreso tra il 1° e il 10 aprile 2026. La Germania che emerge da queste pagine è un paese sotto pressione simultanea su più fronti: il conflitto nel Golfo e l’instabilità delle rotte marittime si traducono immediatamente in tensioni sui prezzi dell’energia e dei carburanti, trasformando una crisi geopolitica esterna in problema di governance interna. La coalizione di governo mostra fragilità crescenti attorno a temi ad alta intensità distributiva — caro-energia, riforma delle pensioni, politica migratoria, sostenibilità del welfare — mentre sullo sfondo avanza la questione strutturale che attraversa tutta la rassegna: la capacità della Germania di convertire risorse, spesa e potenza industriale in efficacia strategica reale, dalla modernizzazione della difesa al ruolo nel programma FCAS, dall’espansione nella filiera dei droni alla sicurezza marittima nel Golfo.


