Stroncature Digest #133
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Terza Missione · Università di Bari · Sistemi di raccomandazione
Scegliere non è mai solo un calcolo. Le scelte non nascono soltanto da preferenze stabili: anche ciò che proviamo contribuisce a orientare il modo in cui valutiamo le alternative
Quando si parla di scelta, si tende a immaginare un soggetto che confronta alternative in modo lineare, applicando preferenze già definite a una serie di opzioni disponibili. Eppure anche decisioni apparentemente semplici — scegliere una canzone, un film, un contenuto da consumare — dipendono da un insieme più ampio di fattori, in cui gli stati affettivi, l’umore e la memoria emotiva delle esperienze precedenti hanno un peso che la lettura tradizionale tende a trascurare. L’articolo affronta questa dimensione del decidere e ne ricava una conseguenza diretta per i sistemi di raccomandazione: una preferenza non dice soltanto cosa una persona ha apprezzato, ma anche in quale stato emotivo quella preferenza ha assunto significato. Aiutare qualcuno a scegliere richiede dunque di leggere le sue scelte non come una lista di gusti astratti ma in rapporto alle condizioni in cui sono emerse. Il testo rielabora in forma divulgativa il contributo scientifico di Marco Polignano, Fedelucio Narducci, Marco de Gemmis e Giovanni Semeraro pubblicato su Expert Systems With Applications nel 2021, e nasce nell’ambito delle attività di Terza Missione promosse da Stroncature in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Tertullias · Storia e cultura delle Americhe · Giornata mondiale del libro
Libri e Rose 2026. Quattro libri portati in dono per la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore
Come ogni anno, le Tertullias celebrano il 23 aprile con un appuntamento speciale: gli ospiti portano un libro senza comunicarlo a nessuno, e lo presentano agli altri come si offre una rosa nel giorno di San Giordi. Quest’anno, sotto la conduzione di Chiara Vangelisti, storica latinoamericanista già ordinaria all’Università di Genova, hanno partecipato Maria Matilde Benzoni dell’Università Statale di Milano con El pasado indígena di Alfredo López Austin e Leonardo López Luján, classico messicano uscito nel 1996 e divenuto osservatorio per ripensare le grandi categorie storiografiche del mondo mesoamericano; Marcela Croce dell’Università di Buenos Aires con Contramarcha di María Moreno, volume autobiografico della collana Lectores di Ampersand in cui la formazione di una lettrice argentina si intreccia con figure che la storia argentina avrebbe poi reso emblematiche, da Esther Ballestrino de Careaga a Jorge Bergoglio; Amina Di Munno della Fondazione Casa America di Genova con Due fratelli di Milton Hatoum, saga familiare ambientata in una Manaus polietnica che è anche metafora del tempo e della dissoluzione; Javier Grossutti dell’Accademia Olimpica di Vicenza con Gli italiani nella Repubblica Argentina, monumentale volume pubblicato a Buenos Aires nel 1906 in occasione dell’Esposizione internazionale di Milano, fonte ancora oggi indispensabile per la storia delle comunità italiane all’estero. Quattro libri molto diversi che, attraverso traduzioni, ricezioni, fonti e memorie, hanno disegnato una geografia transatlantica fatta di ponti tra epoche e culture.
Pedagogia · Filosofia dell’educazione · Carocci editore
“Una filosofia dell’educazione” di Massimo Baldacci. La proposta di un sapere unitario contro la frammentazione della ricerca pedagogica
In un’epoca in cui la pedagogia tende a frammentarsi in ricerche empiriche circoscritte, perdendo di vista il senso unitario del processo educativo, Massimo Baldacci, pedagogo dell’Università di Urbino ed ex presidente della Società Italiana di Pedagogia, propone con questo volume uscito per Carocci una ripresa della filosofia dell’educazione come riflessione critica e fattiva sull’esperienza educativa. Il libro è il distillato di un percorso di ricerca trentennale che ha attraversato il problematicismo pedagogico di Giovanni Maria Bertin e il razionalismo critico di Antonio Banfi, l’incontro con il pragmatismo di John Dewey attraverso la mediazione di Giulio Preti, e infine l’approdo alla filosofia della praxis di Antonio Gramsci, nel tentativo di articolare un modello a tre momenti — pratico, teoretico, pratico-decisionale — capace di tenere insieme la latitudine universale del pensiero filosofico e l’analisi storica delle contraddizioni concrete della realtà educativa. La presentazione si è svolta con Mino Conte, ordinario di filosofia dell’educazione all’Università di Padova, e Pier Cesare Rivoltella, ordinario di didattica e tecnologie dell’educazione a Bologna, che hanno discusso con l’autore i nodi più tesi del volume: il rapporto tra praxis e mera pratica, la questione antropologica sottesa al confronto con l’egemonia neoliberista, e la condizione egemonica come presupposto del passaggio dalla teoria alla prassi.
Sociologia del lavoro · Industrie creative · Carocci editore
“Professioni della creatività” di Andrea Bellini e Silvia Lucciarini. Il lavoro creativo come lente per osservare le trasformazioni del lavoro contemporaneo
Nel libro uscito per Carocci nel 2026, Andrea Bellini e Silvia Lucciarini, entrambi sociologi dei processi economici e del lavoro alla Sapienza, propongono di guardare al lavoro creativo non come a un settore eccentrico ma come a un prisma attraverso cui osservare le trasformazioni più generali del mercato del lavoro contemporaneo: frammentazione delle carriere, diffusione del lavoro autonomo, crescita delle forme ibride di impiego, debolezza delle tutele collettive, difficoltà dei sindacati a rappresentare soggetti che non si riconoscono pienamente nella figura del lavoratore subordinato. Il volume analizza il campo all’incrocio tra tre questioni — precarietà, processi di professionalizzazione, forme di solidarietà — e mette al centro il ruolo ambivalente delle cooperative mutualistiche come esperimenti di regolazione comunitaria, capaci di coprire alcuni dei vuoti lasciati dal welfare pubblico ma incapaci di sostituirlo. Una sezione comparativa esamina il funzionamento di tre cooperative in Italia, Francia e Paesi Bassi, mostrando come modelli simili producano esiti diversi a seconda del contesto istituzionale. La presentazione si è svolta con Roberto Pedersini, sociologo del lavoro all’Università di Milano, e Sonia Bertolini, sociologa dei processi economici all’Università di Torino, che hanno discusso con gli autori il rapporto tra professioni e settori creativi, i processi di gentrificazione legati alla rigenerazione urbana culture-driven, le segmentazioni interne al campo per genere, età e capitale sociale, e la natura compensativa o generativa delle nuove disuguaglianze prodotte dagli stessi dispositivi di protezione.
“Libertà e ordine. Manifestazioni e tumulti nell’età della Destra (1861-1876)” di Ludovico Matrone
Il prossimo 15 maggio alle 16:00, Stroncature ospiterà la presentazione del libro “Libertà e ordine. Manifestazioni e tumulti nell’età della Destra (1861-1876)” di Ludovico Matrone (Carocci, 2025).
Nel periodo postunitario, il nuovo Stato italiano si trovò a misurarsi con una doppia esigenza: armonizzare legislazione e pratiche di polizia con il nuovo corso liberale e, al tempo stesso, consolidare le proprie istituzioni in un contesto ancora fragile, attraversato da localismi, tensioni disgregatrici, squilibri economici e profonde differenze culturali. La costruzione dell’ordine pubblico divenne così uno dei terreni decisivi su cui verificare la tenuta concreta dello Stato liberale.
Attraverso un’ampia documentazione, il volume ricostruisce il difficile equilibrio tra libertà e sicurezza durante l’età della Destra, il quindicennio in cui la formazione degli apparati di polizia dovette confrontarsi con le aspettative di partecipazione politica e con le eredità conflittuali del processo di unificazione. L’analisi dei principali episodi di conflittualità urbana restituisce un quadro complesso, lontano da letture semplificate: da un lato, il tentativo di definire una gestione liberale della piazza; dall’altro, il ricorso a repressioni talvolta violente, spesso legate più ai limiti strutturali e organizzativi dello Stato nascente che a un progetto deliberatamente autoritario.
Con l’autore, dialogheranno il prof. Pierangelo Gentile e il prof. Adriano Viarengo. Modera l’incontro Riccardo Pennisi.
“Mappe di futuri” di Angelo Deiana
Il prossimo 20 maggio alle 17:00, Stroncature ospiterà il primo incontro di Mappe di futuri, la rubrica diretta da Angelo Deiana e dedicata alle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo.
L’appuntamento prende le mosse dal volume Il Grande Gioco. Parte Seconda – La Svolta, pubblicato da Giacovelli Editore, e sarà dedicato al passaggio dalla promessa dell’innovazione all’era del Potere: una fase in cui intelligenza artificiale generativa, Big Tech, finanza globale, nuovi imperialismi, quantum computing e architetture invisibili stanno cambiando le forme della competizione, della decisione e della vita collettiva.
Nel corso dell’incontro Angelo Deiana il direttore della rubrica dialogherà con Roberto Menotti e Nunzio Mastrolia, approfondendo alcuni dei temi centrali del volume e della nuova rubrica.
L’obiettivo della rubrica, attraverso i diversi incontri, è offrire strumenti di orientamento: non risposte definitive, ma chiavi di lettura per comprendere i futuri che stanno prendendo forma e le competenze necessarie per non subirli.
Il volume il grande gioco è la piattaforma di discussione sulla quale verranno articolati una serie di incontri in futuro a partire dai temi del volume. La rubrica propone un percorso di incontri e riflessioni per leggere i cambiamenti in corso senza ridurli a semplici previsioni. Ogni appuntamento offre una mappa possibile per orientarsi in un mondo instabile, veloce e interconnesso, nel quale dati, piattaforme, infrastrutture tecnologiche e strategie geopolitiche incidono sempre più profondamente su mercati, istituzioni, imprese, professioni e vita quotidiana.
Per partecipare è necessario registrarsi.
“Giubilei mediatici. Storia degli Anni Santi attraverso i mass media” G. della Maggiore; R. Perin; F. Ruozzi; D. E. Viganò
Il prossimo 20 maggio alle 16:00, Stroncature ospiterà la presentazione del libro “Giubilei mediatici. Storia degli Anni Santi attraverso i mass media” G. della Maggiore; R. Perin; F. Ruozzi; D. E. Viganò (il Mulino, 2026).
Istituito da Bonifacio VIII nel 1300, il giubileo è stato fin dall’inizio molto più di un evento devozionale. Ha rappresentato per il papato uno strumento di straordinaria rilevanza spirituale, politica, economica e culturale, capace di mettere in relazione Roma, la Chiesa e il mondo. A partire dal Novecento, questa funzione si è intrecciata in modo sempre più stretto con lo sviluppo dei media audiovisivi di massa, trasformando gli Anni Santi in momenti decisivi di esposizione pubblica e sperimentazione comunicativa.
Il volume ricostruisce questa storia lunga oltre un secolo, ancora poco indagata, mostrando come cinema, stampa, radio, televisione e nuovi media abbiano ridefinito il modo in cui il papato si presenta, comunica e interpreta la propria missione universale. Dalla contesa cinematografica tra Biograph e Lumière per il giubileo del 1900 all’impatto della stampa nel 1925, dalla radio nel 1933 alla televisione nel 1950, fino al giubileo del 2000 e a quello straordinario della misericordia voluto da papa Francesco nel 2015, il libro segue l’evoluzione di un rapporto complesso tra sacro, immagine e comunicazione di massa.
Ne emerge una lettura del giubileo come grande dispositivo religioso e mediatico, in cui la tradizione della Chiesa si confronta con i linguaggi della modernità e con le forme sempre nuove della presenza pubblica del papato.
Con gli autori arteciperemo prof. Federico Ruozzi e il prof. Gianluca della Maggiore, dialogheranno la prof.ssa Francesca Ferrando e il prof. Siglinde Clementi. Modera l’incontro Riccardo Pennisi.
Per partecipare è necessario registrarsi.
Monitoraggio internazionale · Stampa tedesca · Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano
Rassegna della stampa tedesca #167 Il dibattito tedesco fra riarmo, deterrenza, congiuntura debole e tensione sociale (5-12 maggio 2026)
La rassegna curata dalla redazione di Stroncature per la Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano ricostruisce il dibattito pubblico tedesco di una settimana attraversata da segnali convergenti di trasformazione strategica e fragilità interna. Sul fronte politico-militare emergono tre nodi principali: la prospettiva, discussa dalla Süddeutsche Zeitung, che la Repubblica federale diventi a breve la principale potenza militare convenzionale d’Europa con una spesa per la difesa superiore a quella combinata di Francia e Regno Unito; l’analisi del PRIF sul costo strategico — economico, industriale, giuridico e politico — di qualsiasi opzione tedesca di deterrenza nucleare autonoma dopo il deterioramento dei rapporti con Washington; e il tentativo del governo federale, documentato da Die Welt, di colmare la “Raketenlücke” attraverso l’acquisto diretto di sistemi Tomahawk e Typhon dagli Stati Uniti. Sul piano della cooperazione europea, i memo della DGAP discutono il ricorso a “nuclei flessibili” per restituire capacità d’azione all’Unione e la trasformazione del formato E5 in meccanismo operativo di cooperazione industriale, mentre l’analisi della SWP sul Corno d’Africa chiede maggiore coerenza tra politica estera, sicurezza e cooperazione allo sviluppo. Sul versante interno, il quadro è dominato dalla revisione al ribasso delle previsioni di crescita dell’IW per il 2026, dal calo strutturale delle entrate fiscali, dal dato ifo secondo cui un’impresa tedesca su dodici dichiara minacciata la propria sopravvivenza economica, e dai segnali di tensione sociale sul fronte della riforma dell’orario di lavoro, della compensazione dei prezzi energetici e dell’aumento del sovraffollamento abitativo rilevato dal Destatis. Il quadro complessivo è quello di un paese che si rilegittima come potenza militare europea mentre attraversa una fase di compressione congiunturale e di crescente conflitto distributivo interno.






