Stroncature Digest #134
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Scegliere non è mai solo un calcolo
Stroncature ha pubblicato, nell’ambito delle attività di Terza Missione in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, un articolo dedicato al ruolo delle emozioni nei processi decisionali. Il testo rielabora il contributo scientifico Towards Emotion-aware Recommender Systems: an Affective Coherence Model based on Emotion-driven Behaviors di Marco Polignano, Fedelucio Narducci, Marco de Gemmis e Giovanni Semeraro, pubblicato in Expert Systems With Applications nel 2021, con l’obiettivo di rendere fruibili a un pubblico non specialista i contenuti di una ricerca che sposta l’attenzione dal calcolo razionale alla dimensione affettiva della scelta. L’articolo parte da una constatazione contraria alla visione tradizionale della decisione come confronto lineare tra alternative sulla base di preferenze stabili: anche scelte apparentemente semplici, come quella di una canzone o di un film, dipendono da un insieme più ampio di fattori in cui rientrano le emozioni, l’umore e lo stato affettivo della persona nel momento della decisione. Il testo esplora le quattro funzioni che le emozioni svolgono dentro il processo decisionale — informazione, focalizzazione dell’attenzione, motivazione, base comune di confronto — e mostra come le esperienze passate non vengano richiamate in modo neutro ma insieme al loro segno affettivo, intrecciando memoria delle scelte e memoria emotiva. Da qui discende una conseguenza precisa per i sistemi di raccomandazione: la preferenza non può essere registrata come dato astratto e isolato, ma va letta in rapporto alla condizione emotiva in cui è emersa, perché un utente non è mai del tutto uguale a se stesso e il comportamento reale dipende anche dal contesto vissuto. L’iniziativa è realizzata nel quadro del Public Engagement finanziato dal Progetto “Sistema Universitario Pugliese” (CUP F61B23000370006). L’articolo integrale è disponibile sul sito Stroncature.
“Stato sovrano e poteri privati nella guerra ibrida”
Stroncature ha ospitato l’open class dell’Università di Milano-Bicocca dedicata al rapporto tra Stato sovrano e poteri privati nella guerra ibrida, organizzata da Monica Bonini ed Elena Di Carpegna Brivio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo. L’iniziativa ha riunito Monica Bonini, ordinaria di diritto pubblico, Quirino Camerlengo, costituzionalista, Elena Di Carpegna Brivio, Carla Gulotta, internazionalista, e Marta Maria Sosa Navarro, esperta di diritto internazionale umanitario, per ragionare insieme sulle trasformazioni profonde del rapporto tra istituzioni democratiche e attori privati nelle nuove forme di conflitto contemporaneo. La discussione ha preso le mosse dalla dottrina Rumsfeld del 2001 e dalla creazione dell’Office of Force Transformation, ricostruendo l’evoluzione progressiva con cui privati come SpaceX e Palantir hanno acquisito quote crescenti di potere nello spazio della sicurezza nazionale americana, fino alla configurazione attuale dei techno kings — soggetti privi di legittimazione democratica ma diventati indispensabili alle decisioni istituzionali. Sono stati discussi i profili costituzionali della guerra e delle forze armate nel testo della Costituzione italiana, l’evoluzione del ruolo dei prestatori di servizi digitali dalla figura ottimistica del buon samaritano del Communications Decency Act del 1996 a quella dei gatekeepers nel Digital Markets Act e infine dei predatori nell’analisi di Giuliano Da Empoli, e il quadro normativo europeo che ha cercato di costruire una posizione d’avanguardia attraverso AI Act, Digital Services Act e Digital Markets Act. Il dialogo ha toccato la propaganda e la manipolazione dell’opinione pubblica come terreno di guerra ibrida nel diritto internazionale e dell’Unione Europea, l’approccio del Servizio Europeo di Azione Esterna che ha registrato 540 incidenti di disinformazione nel 2025, e l’applicazione del diritto internazionale umanitario all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei conflitti armati attraverso i casi di Ucraina e Gaza, con il problema centrale dell’attribuzione della responsabilità per i sistemi di armi automatizzati.
“Innovazione e sviluppo” di Luca Meldolesi
Stroncature ha ospitato la presentazione di Innovazione e sviluppo di Luca Meldolesi, uscito per Rubbettino nel 2025 come secondo volume dei suoi saggi teorici sull’opera di Albert Hirschman. L’autore — economista, storico del pensiero e studioso dello sviluppo del Mezzogiorno e del funzionamento dello Stato — ha dialogato con Gennaro Dicello, imprenditore impegnato in un’innovazione equa, giusta e inclusiva nel meridione, e con Vincenzo Marino, esperto di sviluppo e cooperazione e docente di corporate governance delle cooperative a Roma Tre. Il volume nasce da un quarto di secolo di esperienza meridionale e dal dialogo che Meldolesi ha intessuto per tutta la vita matura con il pensiero di Eugenio Colorni e Albert Hirschman, nel tentativo di costruire una cultura progressista capace di rispondere alle esigenze del Sud del mondo. La discussione ha esplorato il libro come palestra di pensiero — non un manuale didascalico, ma un esercizio di ragionamento perlustrativo che richiede di salire verso l’alta cultura e scendere nei fatti, di attraversare gli steccati disciplinari e di mettere in discussione anche i punti a cui si è più legati — attraverso le quattro parole chiave del possibilismo come Meldolesi lo riformula: beyond, trespassing, liberatorio, rigoroso. Il dialogo ha toccato la creatività linguistica di Hirschman, il rovesciamento della narrazione di un Mezzogiorno condannato attraverso categorie interpretative adeguate, il nuovo mercantilismo fondato non più su oro e argento ma su intelligenza artificiale, brevetti e terre rare, e l’esperienza di Entopan come tentativo concreto di costruire l’impresa privata di interesse pubblico, in contrapposizione a quelle imprese pubbliche di interesse privato che oggi popolano molti settori. La registrazione integrale è disponibile sul canale Stroncature.
“Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe
Stroncature ha ospitato la presentazione di Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone di Giuliano Volpe, uscito per Laterza nel 2026. L’autore — archeologo e ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Bari — ha dialogato con Federica Boschi, docente della stessa disciplina all’Università di Bologna, e con Valentino Nizzo, archeologo all’Università Orientale di Napoli. Il volume nasce a cinquant’anni dall’Introduzione all’archeologia classica come storia dell’arte antica di Ranuccio Bianchi Bandinelli e propone un bilancio della metamorfosi profonda che la disciplina ha conosciuto nell’ultimo cinquantennio, da disciplina ancorata all’antiquaria e alla storia dell’arte a scienza di frontiera che attraversa le scienze umanistiche e naturali. La discussione ha esplorato i capisaldi metodologici intorno ai quali il libro è costruito — stratigrafia, tipologia, scienze archeometriche e bioarcheologiche, informatica fino all’intelligenza artificiale — e il paesaggio come contesto dei contesti, sistema dei sistemi in cui le comunità umane trasformano l’ambiente attraverso un dialogo non sempre facile. Il dialogo ha toccato la dimensione storiografica come premessa indispensabile alla comprensione del metodo, il cantiere archeologico come bottega artigiana che concilia dimensione intellettuale e manuale, l’archeologia pubblica come restituzione del patrimonio alle comunità che vi vivono, la responsabilità civile dell’archeologo come mediatore tra passato e presente, e l’archeologia come una delle poche discipline che producono fonti costantemente, dando voce a tutti gli esseri umani della loro dimensione diacronica e antropologica. È emersa infine la funzione dell’archeologia come strumento di pace in un’epoca di conflitti, per la sua capacità strutturale di individuare differenze e poi metterle in relazione dentro un contesto comune.
“Dopo la secolarizzazione. Affermazione e crisi del diritto moderno” di Paolo Becchi
Il prossimo 29 maggio alle 16:00, Stroncature ospiterà la presentazione del libro “Dopo la secolarizzazione. Affermazione e crisi del diritto moderno” di Paolo Becchi (Rubbettino, 2026).
Il volume ripercorre la vicenda di due testi fondativi della modernità giuridica – Codice e Costituzione – interrogandone la pretesa di autoaffermarsi nel processo di secolarizzazione. Al centro vi è una domanda decisiva: la secolarizzazione ha agito come forza distruttiva nei confronti della religione, oppure, per riprendere Walter Benjamin, come una traduzione che non cancella l’originale ma lo trasforma?
Inserendosi in un dibattito che da Carl Schmitt conduce a Hans Blumenberg, fino a Ernst-Wolfgang Böckenförde e Jürgen Habermas, l’autore affronta in modo originale il nodo del rapporto tra modernità, diritto e radici teologiche. L’analisi mostra come Codice e Costituzione, pur nati nel segno dell’autonomia moderna, restino attraversati da forme sacrali e da un bisogno di legittimazione che il diritto non riesce mai del tutto a produrre da sé.
Da questa tensione emerge il principio della dignità umana, inteso come universale che precede e fonda il diritto stesso: non semplice formula normativa, ma possibile apertura verso un ordine più autenticamente umano. Completa il volume un’appendice dedicata al processo di secolarizzazione nell’ebraismo, che ne arricchisce ulteriormente la portata teorica e l’attualità.
Con l’autore, dialogheranno il Prof. Giampaolo Azzoni e il Prof. Filippo Moretti entrambi dell’ Università di Pavia. Modera l’incontro Riccardo Pennisi.
Per partecipare è necessario registrarsi.
Terza Missione UniBari “Etica Algoritmica e Bias di Genere: i dati non sono neutri”
Il prossimo 25 maggio alle ore 16.00, Stroncature ospiterà un incontro dal titolo “Etica Algoritmica e Bias di Genere: i dati non sono neutri”. L’appuntamento si inserisce nelle attività di Terza Missione promosse da Stroncature in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, nel quadro del progetto di Public Engagement “UNIBA 2030 – Intelligenza Artificiale e Sostenibilità”, selezionato nell’ambito delle iniziative Engagement “Patto Territoriale Sistema Universitario Pugliese” (CUP F61B23000370006), finanziato nell’ambito del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233. Nel corso del webinar interverranno la prof.ssa Francesca Alessandra Lisi, il prof. Marco de Gemmis e la prof.ssa Lucia Siciliani, afferenti al Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Il webinar affronterà un tema ormai centrale nella discussione contemporanea sull’intelligenza artificiale: il rapporto tra etica, dati, decisioni algoritmiche e responsabilità. Quando si parla di sistemi di IA, infatti, si tende spesso a considerarli strumenti tecnici capaci di produrre risultati oggettivi. In realtà, ogni modello incorpora criteri di selezione, assunzioni teoriche, vincoli progettuali e possibili distorsioni che possono incidere sul funzionamento del sistema e sulle sue conseguenze concrete.
L’incontro prenderà in esame questi temi da diverse prospettive. Una prima questione riguarderà l’etica algoritmica in senso più ampio, anche attraverso un esempio di dilemma etico tratto dalla robotica assistiva in ambito medico e dalle modalità con cui problemi di questo tipo possano essere affrontati dagli algoritmi. In questo quadro troverà spazio anche il tema del bias, con alcuni esempi applicativi che mostrano come i sistemi di IA possano incorporare o amplificare distorsioni, come nel caso del riconoscimento facciale o della giustizia predittiva. Il punto di fondo sarà dunque comprendere che l’etica algoritmica non coincide soltanto con il contrasto alle discriminazioni, ma riguarda più in generale i criteri, i vincoli e le responsabilità che orientano il comportamento dei sistemi intelligenti.
Una parte dell’incontro sarà inoltre dedicata ai large language models, alle loro potenzialità e ai loro limiti. Verranno messi a fuoco temi come le allucinazioni, i pregiudizi che questi modelli possono incorporare e la difficoltà stessa di sostenere un’idea forte di neutralità. In questo contesto sarà presentato anche LLaMAntino, il large language model per l’italiano sviluppato dal Dipartimento di Informatica, illustrando come strumenti di questo tipo possano essere impiegati anche in ambiti delicati, come il riconoscimento della violenza di genere. Discutere di etica algoritmica significa allora discutere, allo stesso tempo, di modelli, dati, linguaggio, contesti applicativi e responsabilità.
Per partecipare è necessario registrarsi.




