Punti cardinali #106
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
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“Saving the News” Martha Minow (Oxford University Press, 2021)
Pubblicato da Oxford University Press nel 2021, Saving the News. Why the Constitution Calls for Government Action to Preserve Freedom of Speech di Martha Minow parte da un paradosso che, nel dibattito pubblico, viene spesso trattato come una contraddizione insolubile: la libertà di espressione e la libertà di stampa sono celebrate come pilastri della democrazia, ma l’ecosistema concreto che rende possibile produrre notizie affidabili si sta erodendo proprio mentre la comunicazione digitale sembra offrire a chiunque la possibilità di parlare e diffondere contenuti. Minow invita a spostare lo sguardo dalle dichiarazioni astratte ai dispositivi reali che rendono la “libertà” praticabile: infrastrutture, modelli economici, regole di responsabilità, incentivi e vincoli che plasmano cosa viene prodotto, cosa circola e cosa viene creduto. Il libro non si limita a denunciare la crisi del giornalismo, né a rimpiangere un passato idealizzato; propone invece una domanda più impegnativa: che cosa significa, in termini costituzionali, proteggere la libertà della stampa quando il problema non è più la censura diretta dello Stato, ma la fragilità economica dei produttori di notizie, l’opacità degli intermediari digitali e la perdita di fiducia nei fatti condivisi? L’ipotesi di fondo è che la Costituzione non possa essere letta come un semplice divieto d’azione, perché presuppone un contesto istituzionale capace di sostenere l’informazione necessaria all’autogoverno; se quel contesto collassa, anche la libertà proclamata rischia di diventare formale, e dunque impotente.
“Global Marxism. Decolonisation and Revolutionary Politics” Simin Fadaee (Manchester University Press, 2024)
Il libro di Simin Fadaee, Global Marxism. Decolonisation and Revolutionary Politics, pubblicato da Manchester University Press nel 2024, affronta una questione che negli ultimi decenni è diventata quasi un luogo comune: l’idea che il marxismo sia irrimediabilmente eurocentrico e dunque inadatto a leggere, e soprattutto a trasformare, le realtà storiche del Sud globale. L’autrice rovescia l’impostazione del dibattito: invece di chiedersi se il marxismo “valga” fuori dall’Europa, ricostruisce come, nel Novecento, esso sia stato assunto, tradotto, modificato e reinventato proprio nei contesti coloniali e postcoloniali, diventando lingua politica e strumento di organizzazione di grandi processi rivoluzionari. Il punto non è difendere Marx come autorità, ma mostrare che esiste una tradizione vivente, fatta di appropriazioni creative, che ha sostenuto movimenti di liberazione nazionale e progetti di trasformazione sociale. In questa prospettiva, parlare di “global Marxism” significa descrivere un marxismo che non è un pacchetto dottrinario esportato, bensì una metodologia capace di cambiare forma senza perdere la propria ossatura critica: l’analisi del capitalismo come sistema globale di sfruttamento e dominio, e la domanda su come rovesciarlo in nome di un’alternativa praticabile.
“From Terrain to Brain. Forays into the Many Sciences of Wine” + Erika Szymanski + (Oxford University Press, 2023)
In From Terrain to Brain. Forays into the Many Sciences of Wine di Erika Szymanski (Oxford University Press, 2023) il vino viene usato come un terreno d’incontro fra saperi diversi, più che come un oggetto da “spiegare una volta per tutte”. L’autrice parte da un’idea semplice ma impegnativa: non esiste “la” scienza del vino, come se fosse un manuale definitivo di verità da memorizzare, bensì un insieme di scienze, ciascuna con il proprio modo di porre domande e di produrre conoscenza. La posta in gioco non è collezionare curiosità, ma capire che cosa cambia, nel modo in cui vediamo e giudichiamo ciò che beviamo, quando spostiamo l’attenzione da un’unica lente a una pluralità di prospettive. Per Szymanski la scienza non è un elenco di fatti già chiusi, né un’istruzione per fare vino “come si deve”: è piuttosto una serie di strategie per vedere, cioè per rendere percepibili connessioni che di solito restano implicite. Da qui deriva anche un’avvertenza costante: ciò che chiamiamo “fatto” è spesso provvisorio, perché dipende dai metodi disponibili, dai contesti in cui si studia e dalle domande che si ritengono importanti. La varietà stessa dei vini, delle pratiche e dei gusti diventa allora una chiave per comprendere come la conoscenza scientifica circoli, venga usata, fraintesa o reinterpretata. Il libro invita quindi a prendere sul serio la complessità: non per complicare il piacere, ma per mostrarne le premesse materiali, biologiche, sociali e cognitive.
Licosia
È la casa e la casa editrice di Stroncature. Fondata nel 2015, pubblica testi di saggistica e opere scientifiche distribuite in Italia e all’estero, e attraverso Casalini nelle più importanti biblioteche europee.
La sfida della democrazia: strategie per il migliore dei mondi possibili
Siamo lupi e formiche. Predatori solitari e costruttori di città. Questa doppia natura ci accompagna da sempre, creando una tensione irrisolvibile tra l’individuo e la collettività, tra la foresta e la polis.
In un’epoca di declino cognitivo e aspettative deluse, la democrazia liberale affronta sfide senza precedenti. Non sono le tecnologie a minacciarci, ma un “bug” più profondo: abbiamo smesso di lottare per ciò che vogliamo essere, cercando invece soluzioni esterne che ci risparmino lo sforzo di pensare, scegliere, decidere.
Questo libro percorre un viaggio dalla fisica quantistica alla biologia evolutiva, dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dalla filosofia politica all’economia, per mostrare come la democrazia non sia un punto d’arrivo ma un processo faticoso che richiede coscienza, memoria, immaginazione e soprattutto fiducia.





