Punti cardinali #94
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“Contemporary Arab Thought: Cultural Critique in Comparative Perspective” Elizabeth Suzanne Kassab (Columbia University Press, 2025)
In Contemporary Arab Thought. Cultural Critique in Comparative Perspective, Elizabeth Suzanne Kassab propone una ricostruzione ampia e rigorosa di un secolo e mezzo di interrogativi, tra cultura e politica, che attraversano il mondo arabo e che, secondo l’autrice, non possono essere liquidati come semplice “ossessione identitaria” né come prodotto di un’essenza culturale immutabile. Pubblicato da Columbia University Press nel 2025, il volume parte dall’idea che l’angoscia per la “crisi” non sia un rumore di fondo casuale, ma un campo di domande ricorrenti: come definire il “noi”, perché lo scarto tra promesse di modernità e realtà vissuta, come interpretare la relazione con l’Occidente senza cadere né nell’apologia né nell’autodenigrazione, e soprattutto come rendere possibile una critica che non si riduca a slogan, ma diventi pratica intellettuale e civile. Il libro merita attenzione perché tratta la critica come una posta in gioco esistenziale e storica: non solo un esercizio teorico, ma un modo di reagire a sconfitte, repressioni, fratture sociali, e a una lunga esperienza di dipendenza e autoritarismo. Kassab, inoltre, insiste su un punto decisivo: per capire davvero questi dibattiti occorre sottrarli all’isolamento, collocarli in una cornice comparativa con altre discussioni occidentali e postcoloniali, e misurarne tanto le ricorrenze quanto le specificità.
“Explaining Creativity: The Science of Human Innovation” a cura di R. Keith Sawyer e Danah Henriksen (Oxford University Press, 2023)
Il volume Explaining Creativity: The Science of Human Innovation, pubblicato da Oxford University Press nel 2023 e curato da R. Keith Sawyer e Danah Henriksen, propone una ricostruzione sistematica e interdisciplinare dello stato dell’arte negli studi sulla creatività, affrontando il tema con l’obiettivo di superare la frammentazione storica della ricerca e offrire un quadro unitario capace di integrazione teorica. Gli autori riconoscono che la creatività è stata per lungo tempo interpretata secondo modelli settoriali – psicologici, cognitivi, sociologici, antropologici – che ne hanno analizzato solo aspetti parziali, senza riuscire a produrre una sintesi coerente. In questa terza edizione, profondamente aggiornata rispetto al 2012, Sawyer e Henriksen includono contributi provenienti dalle scienze della mente, dalle neuroscienze, dall’antropologia, dalla sociologia dell’arte, dagli studi sui media digitali, dalla filosofia della scienza e dalle ricerche sull’innovazione tecnologica, costruendo una spiegazione multilivello del fenomeno creativo. Il libro affronta la creatività come capacità umana universale e come motore dell’innovazione sociale, scientifica e culturale, analizzando tanto i processi individuali quanto i sistemi collaborativi e le dinamiche storiche dei domini creativi. Il suo impianto generale intende mostrare perché spiegare la creatività sia necessario per comprendere lo sviluppo umano, affrontare problemi complessi e favorire una società capace di adattamento e progresso. Gli autori sottolineano fin dalle prime pagine che l’obiettivo non è offrire ricette o tecniche motivazionali, ma costruire un modello scientifico fondato sulle migliori evidenze empiriche disponibili, integrando decenni di studi in un’unica struttura concettuale.
“Cross Purposes: Christianity’s Broken Bargain with Democracy” Jonathan Rauch (Yale University Press, 2025)
“In Cross Purposes: Christianity’s Broken Bargain with Democracy” (Yale University Press, 2025), Jonathan Rauch affronta un nodo che negli Stati Uniti è diventato insieme religioso, politico e culturale: la crescente dissonanza tra una democrazia costituzionale fondata sul pluralismo e una parte rilevante del cristianesimo contemporaneo, sempre più incapace — o sempre meno disposta — a sostenere le condizioni morali e civiche che rendono praticabile la convivenza tra differenze profonde. Il libro nasce da una premessa controintuitiva per un autore che si dichiara ateo e che racconta, fin dalle prime pagine, una lunga traiettoria personale: dalla diffidenza giovanile verso la fede, alla scoperta di cristiani “buoni” e affidabili, fino alla convinzione che la crisi ecclesiale e la crisi democratica non siano due fenomeni separati, ma un unico campo di tensione. Rauch invita a osservare il tema senza retorica e senza scorciatoie: non tanto “la religione” in astratto, né la politica come puro scontro elettorale, ma la struttura di incentivi, paure, appartenenze e linguaggi che, negli ultimi decenni, ha spinto pezzi di cristianesimo americano e istituzioni liberali a muoversi “a scopi incrociati”. La domanda di fondo non è se la fede debba comandare lo Stato o se lo Stato debba espellere la fede, bensì che cosa accade quando una società pluralista perde l’allineamento minimo tra virtù civiche e virtù religiose, e quando le identità spirituali vengono risucchiate dentro logiche di potere e di guerra culturale.
“Complexity Economics and Sustainable Development: A Computational Framework for Policy Priority Inference” Omar A. Guerrero, Gonzalo Castañeda (Cambridge University Press, 2024)
Nel dibattito contemporaneo sullo sviluppo sostenibile convivono due impressioni opposte: da un lato la proliferazione di obiettivi globali, indicatori e reportistica; dall’altro la sensazione che, al momento decisivo, manchi ancora un modo credibile per trasformare quella conoscenza in scelte pubbliche coerenti e verificabili. Complexity Economics and Sustainable Development (Cambridge University Press, 2024) nasce precisamente in questo spazio di frizione: non per aggiungere un’ennesima tassonomia di problemi, ma per interrogare il punto in cui le intenzioni politiche si misurano davvero, cioè nei bilanci, nelle procedure, nelle catene di implementazione e nei loro esiti osservabili. Il libro assume che lo sviluppo, soprattutto nella cornice dei Sustainable Development Goals, non sia una somma di compartimenti stagni ma un sistema di interdipendenze, feedback e vincoli, dove decisioni parziali possono produrre conseguenze inattese altrove. Ne discende una domanda cruciale: come si può inferire, in modo empiricamente sensato, quali priorità una macchina pubblica stia realmente perseguendo e quanto quelle priorità siano compatibili con gli obiettivi dichiarati? L’ambizione dell’opera è offrire una prospettiva che tenga insieme complessità, causalità e praticabilità: una “cassetta degli attrezzi” computazionale per collegare spesa pubblica, qualità della governance e dinamiche degli indicatori, senza presupporre che i dati disponibili siano già “grandi” o perfetti, e senza ridurre i fenomeni a relazioni lineari facili da stimare ma povere di significato operativo.





