Stroncature Digest #129
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Intelligenza artificiale e nuova politica industriale
Il 6 aprile 2026, OpenAI ha pubblicato un documento di tredici pagine intitolato Industrial Policy for the Intelligence Age: Ideas to Keep People First. Il documento propone una tassa sui robot, un fondo pubblico di ricchezza nazionale, la sperimentazione della settimana lavorativa di trentadue ore a parità di salario, e meccanismi automatici di sostegno al reddito quando la disoccupazione causata dall’AI supera soglie predefinite. A firmarlo è l’azienda che, al momento della pubblicazione, valeva 852 miliardi di dollari ed era in procinto di trasformarsi da organizzazione senza scopo di lucro in società for-profit. La coincidenza non è casuale, ma non è nemmeno sufficiente a spiegare il documento. Per comprenderlo è necessario collocarlo in una storia più lunga — quella del capitalismo che incontra le proprie contraddizioni e trova nel riformismo la risposta più efficace alla pressione che ne deriva.
“Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump” di Mario Del Pero (Il Mulino, 2026)
Trump non è la causa della crisi della democrazia americana — ne è il prodotto. È questa la tesi con cui Mario Del Pero, storico delle relazioni internazionali a Sciences Po, organizza Buio americano: non un instant book sull’attualità, ma un tentativo di storicizzare senza cedere alla tentazione delle analogie facili, senza cercare nel 1914 o nel 1939 uno specchio del 2026. Il nodo è il 2008, non Trump: la crisi finanziaria globale combinata con il fallimento delle guerre americane del XXI secolo produce una delegittimazione delle élite che Obama già segnala e che Trump porta a compimento. Su questo si innesta la polarizzazione — due elettorati militanti sempre più omogenei, un Congresso che non riesce più a legiferare, un paese che ha sostituito le riforme con gli ordini esecutivi tracciati sulla sabbia — e si innesta il collasso del modello dei consumi a debito che per trent’anni aveva tenuto insieme disuguaglianze crescenti e un welfare incompleto. Quello che Del Pero aggiunge, e che Roberto Menotti nella discussione con l’autore identifica come il tratto più inquietante della seconda presidenza Trump, non è il transazionismo né il sovranismo, ma qualcosa di più radicale: un’apologia ostentata della violenza, un linguaggio che deumanizza l’avversario — straniero, immigrato, avversario geopolitico — e che il pulpito presidenziale trasforma in pedagogia pubblica tossica. Stroncature ha presentato il volume con l’autore e Roberto Menotti, direttore di Aspenia Online.
“Giocare con miti, leggende e fiabe” · Beniamino Sidoti, Erika Maderna (Carocci, 2026)
I miti non raccontano il passato — attivano il presente. È da questa convinzione che nasce il dialogo tra Erika Maderna, classicista e studiosa di mitologie, e Beniamino Sidoti, formatore e teorico del gioco: due linguaggi apparentemente distanti che si scoprono strutturalmente affini, perché entrambi lavorano per immagini archetipiche, aprono spazi simbolici, producono trasformazioni. Il libro che ne è uscito — ottantacinque racconti e altrettante attività — non è né un’antologia né un manuale: è uno strumento operativo che mette in movimento le storie, le fa risuonare in contesti educativi, nella formazione degli adulti, in piccoli gruppi. Scrittura, movimento, disegno, immaginazione diventano leve per riattivare figure che nominano esperienze che altrimenti restano senza forma — l’incontro, la prova, il passaggio, la trasformazione. La tesi implicita del libro è che le storie archetipiche non siano reliquie culturali da conservare ma risorse cognitive da usare: grandi attivatori di immagini che permettono di riconoscersi, immaginare il futuro e dare forma a emozioni che il linguaggio ordinario non riesce a contenere. Stroncature ha presentato il volume con gli autori e Valentina De Pasca.
“Dio gioca a dadi con il mondo. La storia della meccanica quantistica a fumetti” · Giuseppe Mussardo e Luca Morici (Castelvecchi, 2025)
All’inizio del Novecento la fisica sembrava in perfetta salute — le equazioni di Maxwell, la meccanica di Newton riformulata da Lagrange e Hamilton, un edificio apparentemente chiuso. Poi arrivarono gli esperimenti, e con loro qualcosa che non tornava: la luce emessa e assorbita dagli atomi non era continua, mostrava frequenze precise e non altre, come se la natura procedesse per salti invece che per gradi. Fu Max Planck, con quello che lui stesso definì un “atto di disperazione”, a introdurre l’ipotesi dei quanti — e da quella crepa nell’edificio classico prese avvio una delle rivoluzioni concettuali più radicali della storia del pensiero. Giuseppe Mussardo e Luca Morici raccontano questa storia in forma di fumetto, con John Stewart Bell — fisico del CERN e autore del teorema che ha cambiato la comprensione stessa della realtà quantistica — nel ruolo di narratore e testimone d’eccezione. Attorno a lui si muovono Einstein il giovane ribelle, Bohr il visionario che trasforma l’atomo in un teatro di probabilità, Heisenberg, Schrödinger, Pauli: figure che non si limitano a fare scienza ma la vivono come un confronto continuo con i limiti del senso comune. Il risultato è un libro che riesce nell’impresa rara di rendere accessibile senza semplificare, mostrando come nel mondo quantistico ogni osservazione non registri semplicemente ciò che accade, ma partecipi al modo in cui il mondo accade. Stroncature ha presentato il volume con gli autori, Chiara Sabelli e Filippo La Porta.
Global Opinions - n. 1 aprile/2026
Nella settimana 29 marzo–5 aprile 2026, le analisi dei principali think tank convergono su un quadro in cui guerra, finanza, tecnologia ed energia non appaiono più come ambiti separati, ma come dimensioni ormai pienamente integrate della competizione strategica. L’escalation con l’Iran ha reso evidente quanto rapidamente un conflitto regionale possa trasmettersi ai mercati energetici, alla sicurezza alimentare, alla tenuta delle alleanze e alla stabilità politica interna delle democrazie occidentali. Parallelamente, il confronto tra grandi potenze continua a spostarsi dal piano strettamente militare a quello della coercizione economica, del controllo delle infrastrutture critiche, della resilienza industriale e della capacità di presidiare i colli di bottiglia tecnologici. In questo contesto, la sicurezza assume una natura sistemica: riguarda insieme deterrenza, pagamenti internazionali, cloud, semiconduttori, reti elettriche, catene del valore e qualità delle istituzioni democratiche. Ne emerge un ambiente decisionale in cui la distinzione tra politica estera, politica industriale e politica economica si riduce progressivamente, mentre per governi, investitori e imprese diventa essenziale leggere in modo unitario shock geopolitici, vulnerabilità materiali e trasformazioni tecnologiche.


