Stroncature Digest #136
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Autorità intellettuale e università della strada
Andrea Long Chu — critica culturale di New York Magazine, premio Pulitzer per la critica nel 2023 — apre Authority, il saggio che dà il titolo alla sua nuova raccolta, con una domanda apparentemente marginale: perché pretendiamo che il critico (letterario, artistico) abbia autorità, vale a dire la capacità di imporre un giudizio? Non lo chiediamo al pittore né al romanziere. Allo storico e allo scienziato lo chiediamo, certo, ma in una forma ben precisa: la loro è autorevolezza prima che autorità, perché poggia su qualcosa di esterno e verificabile — i fatti, le prove, una realtà condivisa che chiunque può controllare. La loro voce merita ascolto nella misura in cui regge al confronto con le cose. Il critico è il caso anomalo, perché formula un giudizio che nessuna prova può dimostrare: non esiste esperimento capace di stabilire che un’opera sia bella, o che un’epoca vada letta in un certo modo. Eppure gli chiediamo di pronunciarsi come se quel giudizio avesse un fondamento, e così pretendiamo da lui non la fiducia che ci si guadagna, ma qualcosa che le somiglia solo in apparenza: un diritto di sentenza. Lo collochiamo, scrive Chu, in «quella posizione terrificante di pura autorità», la stessa di un re, le cui parole hanno forza di legge per il solo fatto che è lui a pronunciarle.
Mappe di futuri. Il grande gioco nell’era del potere
Si è aperta lo scorso 21 maggio la nuova rubrica di Stroncature Mappe di futuri, diretta da Angelo Deiana, dedicata a costruire strumenti di orientamento in una fase di snodo in cui i futuri possibili sono molti e nessuno è già scritto. La prima puntata muove dal volume di Deiana Il grande gioco nella seconda parte. La svolta. Il mondo del grande gioco nell’era del potere (Giacovelli, 2026), che ricostruisce il passaggio dalla promessa dell’AI generativa — quella di un potere distribuito a tutti — alla svolta in cui i poteri statuali e i nuovi giganti tecnologici si sono fusi in un’unica architettura, spesso invisibile, fatta di data center, energia, capitali e dati. Ne discutono con l’autore Roberto Menotti e Nunziante Mastrolia: dalla weaponizzazione della globalizzazione al ritorno del paradigma dubito ergo sum imposto dalla fisica quantistica, fino alla domanda decisiva — se la concentrazione del potere prodotta dall’intelligenza artificiale generi una nuova diseguaglianza strutturale o lasci ancora spazio a un Next New Deal capace di redistribuirne i frutti.
UniBa Terza Missione «Spiegabilità (XAI): aprire la “scatola nera” dell’IA»
Il prossimo 10 giugno alle 16:00 Stroncature ospiterà un incontro dedicato all’Explainable Artificial Intelligence, ovvero alla possibilità di comprendere, interpretare e spiegare il funzionamento dei sistemi algoritmici. Molti modelli di IA, soprattutto i più complessi, vengono descritti come “scatole nere” perché producono risultati efficaci senza rendere chiaro il percorso attraverso cui sono stati generati: la XAI nasce proprio dall’esigenza di rendere quei processi trasparenti, verificabili e valutabili. Il webinar affronterà il tema da prospettive diverse — il rapporto tra modelli, dati, decisioni automatizzate e responsabilità — mettendo in luce come la spiegabilità non sia solo questione tecnica, ma riguardi la fiducia degli utenti, il controllo degli esiti algoritmici e la capacità di individuare errori, distorsioni e limiti dei modelli, soprattutto quando le decisioni incidono su servizi pubblici, attività amministrative e scelte che coinvolgono cittadini e imprese. Intervengono Stefano Ferilli, Corrado Mencar e Giuseppina Andresini (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), con il contributo di Marianna Cavone (InnovaPuglia S.p.A.); modera Riccardo Pennisi. L’incontro si inserisce nelle attività di Terza Missione promosse da Stroncature in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari, nel quadro del progetto di Public Engagement “UNIBA 2030 – Intelligenza Artificiale e Sostenibilità”. Per partecipare è necessario registrarsi.
Tertulias — Il dovere dello storico: A chi appartiene la storia?
Il prossimo 9 giugno alle 17:00 Stroncature ospita una nuova puntata della rubrica Tertulias, diretta da Chiara Vangelista. È il secondo appuntamento del filone Il dovere dello storico, avviato nel 2026 accanto alle aree consuete Nuove ricerche e Lo stato dell’arte: una serie di conversazioni sulla storia come disciplina scientifica, in prospettiva americana e multidisciplinare, nel contesto segnato dalla crescente delegittimazione del sapere scientifico. La puntata, dal titolo A chi appartiene la storia, interroga uno dei nodi più sensibili del mestiere — chi ha titolo per ricostruire, raccontare e custodire il passato, e con quali criteri di legittimità — proseguendo la riflessione aperta dalla prima tertulia dedicata a Storia e narrazione del passato. Partecipano Paulo Butti de Lima (Università di Bari), Angela Di Matteo (Università di Roma Tre), Luisa Faldini (già Università di Genova) e Chiara Pagnotta (Università di Barcellona). Introduce il dibattito Chiara Vangelista, già ordinaria di Storia e istituzioni delle Americhe presso l’Università degli Studi di Genova e direttrice della rubrica. Per partecipare è necessario registrarsi.
Dopo la secolarizzazione. Affermazione e crisi del diritto moderno
Il prossimo 29 maggio alle 16:00 Stroncature ospiterà la presentazione del libro Dopo la secolarizzazione. Affermazione e crisi del diritto moderno di Paolo Becchi (Rubbettino, 2026). Il volume ripercorre la vicenda di due testi fondativi della modernità giuridica — Codice e Costituzione — interrogandone la pretesa di autoaffermarsi nel processo di secolarizzazione, e mette al centro una domanda decisiva: la secolarizzazione ha agito come forza distruttiva nei confronti della religione, o piuttosto, per riprendere Walter Benjamin, come una traduzione che non cancella l’originale ma lo trasforma? Inserendosi nel dibattito che da Carl Schmitt conduce a Hans Blumenberg, fino a Ernst-Wolfgang Böckenförde e Jürgen Habermas, l’autore affronta in modo originale il nodo del rapporto tra modernità, diritto e radici teologiche, mostrando come Codice e Costituzione, pur nati nel segno dell’autonomia moderna, restino attraversati da forme sacrali e da un bisogno di legittimazione che il diritto non riesce mai del tutto a produrre da sé. Da questa tensione emerge il principio della dignità umana, inteso come universale che precede e fonda il diritto stesso: non semplice formula normativa, ma possibile apertura verso un ordine più autenticamente umano. Completa il volume un’appendice dedicata al processo di secolarizzazione nell’ebraismo. Dialogano con l’autore Giampaolo Azzoni (Università di Pavia) e Filippo Moretti (Università di Pavia); modera Riccardo Pennisi. Per partecipare è necessario registrarsi.
Rassegna della stampa tedesca #168
La rassegna a cura della redazione di Stroncature per la Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano restituisce, nel periodo considerato, una Germania che non discute più se riformare ma come rendere vincolanti, sostenibili e politicamente governabili i cambiamenti in corso. Sul fronte interno, il discorso di Merz al congresso DGB rende esplicita la frattura tra il lessico governativo della modernizzazione e la lettura sindacale di un possibile arretramento su orario di lavoro, previdenza e welfare; il tema abitativo emerge come punto di saldatura tra migrazione, integrazione e scarsità di forza lavoro, mentre il calo dell’occupazione manifatturiera (–171 mila unità su base annua) rende politicamente più costosa ogni riforma. Sul piano esterno, la sicurezza viene ormai trattata come intreccio di politica energetica, protezione delle infrastrutture, guerra economica e deterrenza sotto soglia: la “shadow fleet” russa, le minacce ibride nello spazio, le lezioni della resilienza energetica ucraina entrano nello stesso quadro strategico. Nella difesa il dibattito si sposta dal lessico generale della Zeitenwende ai meccanismi concreti — riforma del BAAINBw, autorizzazioni parlamentari su munizioni e logistica, cooperazione con Londra sulla RCH 155, dispiegamento Patriot in Turchia e uscita operativa da UNIFIL — segno di una postura più direttamente ancorata alla deterrenza euro-atlantica. Sul piano economico, Bundesbank, ZEW e IMK convergono nel descrivere un equilibrio instabile: il PIL cresce dello 0,3% nel primo trimestre, ma la ripresa resta esposta agli effetti del conflitto con l’Iran, ai prezzi energetici e alla debolezza di investimenti e lavoro.





