Stroncature Digest #137
Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
La dimensione affettiva nella raccomandazione musicale
Quando un sistema ci suggerisce una canzone, di norma cerca semplicemente qualcosa di simile a ciò che abbiamo già apprezzato. Questa ricerca prova a fare un passo in più: tenere conto anche dello stato emotivo di chi ascolta nel momento in cui il suggerimento viene prodotto. Il modello ricostruisce il profilo affettivo dell’utente a partire dai brani condivisi sui social e dai messaggi testuali pubblicati nelle vicinanze, e descrive ogni canzone su più livelli — suono, generi, testi. L’esito più interessante è controintuitivo: le emozioni migliorano i suggerimenti solo quando entrano nel cuore del modello, mentre usate come filtro rigido peggiorano i risultati. La ragione è che non tutti, in un dato stato d’animo, cercano contenuti che lo rispecchino: c’è chi vuole consonanza, chi invece cerca di stare meglio. L’articolo rielabora in forma divulgativa il contributo scientifico di Marco Polignano, Fedelucio Narducci, Marco de Gemmis e Giovanni Semeraro, pubblicato su Expert Systems With Applications (2021), nell’ambito delle attività di Terza Missione di Stroncature in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Etica algoritmica e bias di genere. I dati non sono neutri
I sistemi di intelligenza artificiale che apprendono dai dati finiscono per assorbire gli stereotipi presenti nella società, perché quegli stereotipi sono già riflessi nei dati con cui vengono addestrati. È la diagnosi da cui muove questo webinar di Terza Missione, che attraversa tre piani complementari. La professoressa Francesca Alessandra Lisi colloca il problema all’incrocio fra etica delle macchine, studi di genere e linee guida europee sull’intelligenza artificiale affidabile, mostrando attraverso casi noti — il riconoscimento facciale studiato da Joy Buolamwini al MIT, il sistema Compass per la giustizia predittiva — come il bias non sia un difetto tecnico isolabile ma un fenomeno sociotecnico, che richiede competenze umanistiche oltre che informatiche. Il professor Marco de Gemmis entra dentro i Large Language Models per spiegare perché producono pregiudizi: sono reti neurali addestrate a indovinare la parola successiva, e la fluidità linguistica non è prova di conoscenza né garanzia di affidabilità. La professoressa Lucia Siciliani presenta infine Lamantino, la famiglia di modelli linguistici specializzati per l’italiano sviluppata a Bari sul supercomputer Leonardo, e il videogioco interattivo costruito per riconoscere e prevenire la violenza di genere nelle conversazioni online. La parola chiave che attraversa l’intero incontro è una sola: consapevolezza. Il webinar nasce dalle attività di Terza Missione promosse da Stroncature in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, nel quadro del progetto di Public Engagement UniBa 2030 “Intelligenza Artificiale e Sostenibilità”.
“Carlos lo sciacallo” di Valentine Lomellini
Carlos Ramírez Sánchez è una delle figure più mitizzate del terrorismo internazionale degli anni Settanta e Ottanta, e in Italia paradossalmente una delle meno conosciute. La leggenda lo ha consegnato come “grande vecchio” del terrorismo globale, agente di Mosca, capo di un’internazionale terroristica eterodiretta dal KGB. Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Laterza 2026) di Valentine Lomellini è il primo lavoro che sottopone questa narrazione a un vaglio sistematico di archivio, attraversando la documentazione tedesco-orientale, cecoslovacca, bulgara e francese in larga parte mai utilizzata prima. Il Carlos che ne emerge è diverso da quello costruito dalla pubblicistica internazionale a partire dal libro di Claire Sterling del 1981: non un agente sovietico eterodiretto, ma un ospite tollerato dei paesi dell’Est, controllato e sospettato dagli stessi servizi che lo ospitavano, con un nucleo operativo molto più piccolo di quanto la vulgata avesse sostenuto. Il libro decostruisce anche la pista palestinese per la strage di Bologna alla luce della documentazione disponibile sui missili di Ortona e sul negoziato successivo, mostrando che le proporzioni non reggono e che il binario negoziale procedette come se la strage non vi avesse avuto parte. Ne discutono con l’autrice — docente di storia delle relazioni internazionali a Padova, dove dirige il Centro per gli Studi sulla Sicurezza — Miguel Gotor, storico e saggista, già membro della Commissione Moro II, e Giorgio Zanchini, giornalista e saggista.
UniBa Terza Missione. «Spiegabilità (XAI): aprire la “scatola nera” dell’IA»
Molti modelli di intelligenza artificiale, soprattutto quelli più complessi, producono risultati efficaci senza rendere chiaro il percorso attraverso cui vi sono arrivati. Sono le cosiddette “scatole nere”, e l’esigenza di aprirle ha dato vita a un filone di ricerca specifico: la Explainable Artificial Intelligence, la spiegabilità dei sistemi algoritmici. Non si tratta soltanto di una questione tecnica. Riguarda la fiducia degli utenti, la possibilità di controllare gli esiti prodotti dagli algoritmi, la capacità di individuare errori, distorsioni e limiti del modello, e diventa decisiva quando le decisioni automatizzate incidono su processi amministrativi, servizi pubblici, scelte che coinvolgono cittadini e imprese. Il webinar del 10 giugno alle ore 16.00 affronta il tema da più prospettive — modelli, dati, decisioni automatizzate, responsabilità — con il contributo di Stefano Ferilli, Corrado Mencar e Giuseppina Andresini del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e di Marianna Cavone di InnovaPuglia S.p.A., che porta il punto di vista di un soggetto impegnato nell’innovazione digitale del territorio. Modera Riccardo Pennisi. L’incontro nasce dalle attività di Terza Missione promosse da Stroncature in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari, nel quadro del progetto di Public Engagement UniBa 2030 “Intelligenza Artificiale e Sostenibilità”.
Geostrategia
È una pubblicazione di Stroncature dedicata alla sicurezza internazionale e alle questioni strategiche.
Tucidide e la metamorfosi estrattiva di Atene
La metamorfosi della Lega Delio-Attica è il paradigma originario di ogni ordine che smette di costruire e comincia a estrarre, e Tucidide ne documentò la sequenza esatta. Prima il bene pubblico, la sicurezza contro la Persia, con la guida offerta spontaneamente ad Atene dagli alleati irritati dalla prepotenza spartana. Poi il consolidamento inclusivo: tributo iniziale di quattrocentosessanta talenti fissato da Aristide, tesoreria a Delo, assemblee plenarie, autonomia dei membri. Poi la conversione estrattiva. Gli alleati, preferendo versare denaro piuttosto che armare navi, si ritrovano — parole di Tucidide — “in guerra senza preparazione né esperienza”, mentre Atene accresce la propria flotta con quello stesso denaro. Segue la repressione delle defezioni, a cominciare da Nasso “contro i trattati in vigore nella lega”. Nel suo ultimo discorso Pericle riconosce in privato che l’impero è ormai “una tirannide, illegale a conquistarsi ma rischiosissima a deporsi”: l’estrazione ha generato un odio tale che allentare la presa esporrebbe Atene alla rappresaglia di chi è stato oppresso. Con Cleone, nel dibattito su Mitilene, la tirannide diventa metodo dichiarato: la signoria ateniese si regge non sull’indulgenza ma “sull’autorità che ha radici nella forza”, e la proposta di sterminare tutti i cittadini maschi adulti viene inizialmente approvata, poi revocata per un soffio. Nel dialogo dei Melii cade ogni finzione giuridica: la giustizia esiste solo quando “la bilancia della necessità sta sospesa in equilibrio tra due forze pari”, altrimenti “i più potenti agiscono, i deboli si flettono”. Melo si arrende, gli uomini adulti vengono sterminati, donne e bambini ridotti in schiavitù, cinquecento coloni ateniesi insediati al loro posto. Dopo il disastro della spedizione in Sicilia del 415-413, le defezioni alleate si moltiplicano: un ordine fondato sul consenso sopravvive a una sconfitta, perché i suoi membri hanno interesse alla sua continuazione; un ordine fondato solo sulla paura crolla quando la paura svanisce. Atene non cadde perché Sparta crebbe. Cadde perché la Lega Delica si fece tirannide. I paralleli con il presente sono lasciati al lettore.
L’analisi completa è riservata agli abbonati di Geostrategia.




