Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Analisi e ricerche
Perché una legge statistica può spiegare fenomeni che hanno cause diverse
In una lunga serie di lanci indipendenti di due dadi regolari, la media delle somme tende a sette. Per comprendere questa regolarità non occorre ricostruire ogni urto o movimento dei dadi, ma stabilire le condizioni alle quali si applica la legge dei grandi numeri. Il confronto fra Marc Lange e Stefan Roski riguarda proprio il ruolo di queste condizioni: semplici presupposti per applicare un teorema oppure parte della sua capacità di spiegare il mondo reale? La questione attraversa fenomeni diversi, dalla deriva genetica al decadimento radioattivo, e diventa concreta quando un miglioramento successivo a un risultato eccezionalmente basso viene attribuito a un intervento. Distinguere una regolarità statistica dalla ricostruzione delle cause permette di capire quali conclusioni siano giustificate e dove cominci un’interpretazione che i dati non sostengono.
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Quando un gruppo di cellule diventa un nuovo individuo
Nelle pozze costiere di Curaçao, il microrganismo Choanoeca flexa può formare strutture multicellulari e tornare a vivere come cellula isolata quando cambiano le condizioni ambientali. Le colonie coordinano i movimenti e raccolgono risorse, ma queste capacità non dimostrano ancora la nascita di un nuovo individuo evolutivo. Il passaggio richiede di capire che cosa venga riprodotto e trasmesso: le sole cellule oppure anche proprietà dell’insieme sulle quali possa agire la selezione naturale. Gli esperimenti sui lieviti consentono di affrontare il problema da un’altra direzione, osservando come caratteristiche collettive diventino ereditarie. Il confronto fra questi sistemi ricostruisce le condizioni nelle quali cooperazione e riproduzione possono generare una nuova individualità, insieme ai conflitti e ai cambiamenti ambientali che possono interrompere o invertire il processo.
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Riviste
“Libero Arbitrio”, numero 17
Una macchia scura compare sul fondo di una piscina, benché l’acqua sia trasparente: per comprenderla occorre mettere alla prova la spiegazione che sembra più immediata. Questo esperimento raccontato da Manuele Cavalli porta sul terreno dell’osservazione il problema che attraversa il numero 17 di “Libero Arbitrio”, diretto da Giovanni Perazzoli: il rapporto fra la realtà e le rappresentazioni attraverso cui la interpretiamo. Il caso della Brexit, la propaganda di guerra e gli immaginari costruiti dal cinema mostrano come convinzioni e appartenenze possano orientare ciò che viene riconosciuto come un fatto. Il confronto prosegue con l’intelligenza artificiale, tra promesse di progresso, scenari apocalittici e applicazioni nelle imprese. Al centro restano le condizioni della verifica: quali conoscenze servono per valutare una risposta, riconoscere una distorsione e correggere un giudizio quando l’esperienza lo contraddice.
Video e conversazioni
“Glossario americano: Sradicamento-Esilio-Nostalgia”
Nel 1936, in “Le radici del Brasile”, Sérgio Buarque de Holanda descriveva la condizione di chi si sente esule nella propria terra. Il nesso fra appartenenza nazionale ed estraneità attraversa questa conversazione del ciclo “Il dovere dello storico”, con Paulo Butti de Lima, Amanda Salvioni e Luis Fernando Beneduzi, coordinata da Chiara Vangelista. Dalle interpretazioni di Octavio Paz alle cronache del naufragio di Álvar Núñez Cabeza de Vaca, fino alle memorie dell’emigrazione italiana, sradicamento, esilio e nostalgia assumono significati diversi secondo l’epoca e la posizione di chi racconta. Anche il ricordo della partenza può cambiare quando sono i discendenti a ricostruirlo. Il confronto riguarda il modo in cui esperienze, forme narrative e sentimenti contribuiscono alla costruzione delle identità americane, e gli strumenti necessari per leggerli come fonti storiche.
“Materie prime che muovono il mondo. Rare, critiche, contese”, Elio Giamello (il Mulino, 2026)
Le terre rare comprendono diciassette elementi che si trovano spesso mescolati: impiegarli nei magneti, nell’elettronica o nella diagnostica richiede di separarli attraverso lavorazioni complesse. La disponibilità di un giacimento rappresenta quindi soltanto una parte del problema. Nella presentazione del volume, Elio Giamello ne discute con Mauro Botta e Maria Cristina Paganini, distinguendo la scarsità legata alla natura degli elementi dalle difficoltà di accesso prodotte da commerci, concentrazione industriale e conflitti. Il riciclo introduce un ulteriore passaggio: recuperare i materiali già utilizzati richiede tecniche di separazione, investimenti e prodotti progettati per consentirne il riuso. Dalla chimica degli elementi alle dipendenze internazionali, il confronto esamina ciò che rende una materia prima disponibile, utilizzabile e recuperabile, oltre le quantità presenti nel sottosuolo.
Prossimi appuntamenti
“Denaro e non solo. Le rimesse dei migranti”, a cura di Maurizio Ambrosini e Maurizio Artero (il Mulino, 2026)
La prima indagine quantitativa nazionale sulle rimesse dall’Italia permette di osservare, attraverso i trasferimenti di denaro, gli obblighi familiari, le relazioni di reciprocità e le aspettative di chi parte e di chi resta. Il volume curato da Maurizio Ambrosini e Maurizio Artero affianca a questi risultati ricerche qualitative che ricostruiscono i significati economici, morali e sociali delle rimesse. Insieme alle risorse circolano conoscenze, competenze e pratiche capaci di modificare i rapporti nelle famiglie e nelle comunità d’origine. L’incontro approfondirà come questi legami attraversino i confini e incidano sulle possibilità di sviluppo dei territori. La presentazione si terrà su Stroncature il 2 novembre alle 16:00: con Maurizio Ambrosini dialogheranno Elisabetta Zontini e Sebastiano Ceschi. Modera Riccardo Pennisi.
“Roberto il Guiscardo e i giuramenti di Melfi”, Alessandro Di Muro (Edizioni Laterza, 2026)
Nel 1059, a Melfi, Roberto il Guiscardo giurò fedeltà e protezione a papa Niccolò II, ottenendo il riconoscimento delle proprie conquiste. L’accordo modificò i rapporti fra il papato e i Normanni e diede una nuova legittimità a un potere costruito attraverso l’espansione militare. Alessandro Di Muro ricostruisce questo passaggio seguendo l’intreccio fra alleanze politiche, autorità religiosa e consolidamento territoriale nel Mezzogiorno medievale. Comprendere i giuramenti di Melfi significa interrogarsi sulle condizioni che permisero a una conquista di tradursi in un nuovo ordinamento politico, destinato a incidere sulla storia del Mediterraneo. Il 3 novembre alle 16:00, su Stroncature, ne discuteranno con l’autore Fulvio Delle Donne e Francesco Panarelli. Modera Riccardo Pennisi.






