Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Analisi e ricerca
Quando i modelli più complessi prevedono meglio
Una rete neurale può memorizzare persino associazioni casuali fra immagini ed etichette. Eppure, quando viene addestrata su dati informativi, la stessa famiglia di modelli può riconoscere correttamente immagini mai incontrate. Questo contrasto mette alla prova una convinzione consolidata: limitare la complessità dovrebbe impedire a un modello di scambiare gli accidenti del passato per regole valide anche in futuro. Il problema ripreso dal filosofo della scienza Oliver Buchholz riguarda dunque qualcosa di più preciso della competizione fra intelligenze artificiali grandi e piccole. Se molti modelli descrivono perfettamente le osservazioni disponibili, che cosa permette di distinguere quelli capaci di prevedere casi nuovi? E quanto vale quel risultato quando cambiano le condizioni nelle quali il sistema viene utilizzato? La questione interessa chiunque debba valutare una previsione automatizzata: un’ottima prestazione sui dati conosciuti non chiarisce, da sola, su quali basi fidarsi della risposta successiva.
Il modello Leuven: come un’università costruisce un sistema permanente di trasferimento della conoscenza
Nel 2025 KU Leuven ha registrato 3.142 nuovi accordi di collaborazione con imprese e altri soggetti. Il numero rende visibile una scala di attività, ma lascia aperta la domanda più utile per chi lavora nelle università, negli enti di ricerca o nell’industria: che cosa consente a una collaborazione di diventare praticabile prima che esista un prodotto da vendere? Un risultato scientifico promettente può non avere ancora un utilizzatore identificato, un percorso di validazione o interlocutori disposti a sostenerne lo sviluppo. Attribuire a un ufficio il compito di valorizzarlo non risolve automaticamente queste difficoltà. La storia di Leuven Research & Development e i rapporti con imec e VIB permettono di osservare ciò che le statistiche su brevetti e nuove imprese non spiegano. Occorre però distinguere quanto dipenda dall’organizzazione e quanto da decenni di ricerca e sostegno pubblico. È su questa distinzione che si decide quali elementi possano essere trasferiti altrove, senza scambiare un caso di successo per una formula da copiare.
Il problema di confrontare risultati scientifici provenienti da modelli animali, trial clinici e studi sull’uomo
Un trattamento produce risultati promettenti negli esperimenti sugli animali, ma il confronto con gli studi clinici restituisce un quadro diverso. Prima di concludere che una delle due ricerche sia sbagliata, bisogna stabilire se abbiano effettivamente misurato aspetti confrontabili dello stesso problema. Il progetto GALENOS affronta questa difficoltà anche attraverso il caso degli agonisti TAAR1, mettendo in relazione la ricerca preclinica con quattro studi condotti complessivamente su 1.291 adulti. La questione non riguarda soltanto il passaggio dal laboratorio alla cura. Quando leggiamo che numerosi studi confermano un risultato, quali ragioni abbiamo per considerarli conferme realmente distinte? E quando divergono, che cosa permette di capire se il disaccordo indebolisca una conclusione oppure segnali un problema nella comparazione? Sono domande che precedono il conteggio delle pubblicazioni e incidono sulla scelta di quali ipotesi approfondire. Comprenderle significa poter valutare con maggiore precisione ciò che viene presentato come conoscenza consolidata.
Monitoraggi globali
Global Reports #1
Quattordici pubblicazioni istituzionali uscite a settembre, dal Fondo monetario internazionale all’OCSE e all’Agenzia internazionale dell’energia: il primo numero di Global Reports introduce nell’abbonamento a Stroncature un servizio settimanale di selezione e analisi della ricerca internazionale. I documenti originali sono liberamente consultabili; la difficoltà è riconoscere quali meritino attenzione e quanto siano fondate le conclusioni che ne vengono riprese. Una previsione, un’indagine e una valutazione delle politiche pubbliche possono produrre numeri altrettanto precisi, ma non offrono lo stesso tipo di conoscenza. Global Reports ricostruisce in italiano l’argomento di ciascun documento, chiarendo su quali dati poggi e fin dove permetta di arrivare. Il lettore può così individuare le ricerche pertinenti senza dover esaminare da zero l’intera produzione delle istituzioni, conservando la possibilità di verificare ogni passaggio attraverso i collegamenti alle fonti. La selezione di questo numero e le relative analisi sono disponibili integralmente agli abbonati.
Seminari e presentazioni
“Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’intelligenza artificiale” di Dario Guarascio
Regolare una grande impresa tecnologica diventa una questione diversa quando le istituzioni dipendono dai suoi servizi anche per svolgere funzioni essenziali. In Imperialismo digitale, Dario Guarascio propone di leggere insieme la concentrazione del potere economico, il controllo delle infrastrutture digitali e i rapporti con gli apparati militari. Nella discussione con Maria Rosaria Ferrarese e Maurizio Franzini, il problema si estende alle condizioni nelle quali una democrazia può orientare tecnologie sviluppate e controllate da soggetti privati. Il confronto non presuppone che ogni concetto impiegato nel libro sia già condiviso: Franzini si interroga anche sull’uso della categoria di imperialismo e sui meccanismi attraverso i quali si forma il consenso alle decisioni pubbliche. Seguire questa discussione permette di distinguere la tesi dell’autore dalle domande che suscita, senza ridurre il rapporto fra Stati e piattaforme a una semplice contrapposizione fra pubblico e privato. La registrazione è liberamente accessibile.
“Emergenza malessere” di Maurizio Pugno
Maurizio Pugno parte da un paradosso: la diffusione del malessere nelle economie sviluppate, soprattutto fra i giovani, mette in discussione l’idea che il progresso materiale basti a migliorare la vita delle persone. Nella presentazione di Emergenza malessere, il confronto con Laura Mandolesi e Francesco Sarracino porta questa domanda sul terreno dei rapporti fra esperienza individuale, educazione e organizzazione economica. Il passaggio più delicato riguarda le responsabilità: quanto dipende dalle condizioni nelle quali si vive e quale possibilità rimane alla persona di modificarne gli effetti? Su questo punto gli interlocutori introducono accenti differenti, interrogando anche la libertà di scelta di chi dispone di poche risorse personali e relazionali. La discussione interessa quindi non soltanto chi studia il disagio, ma chi si occupa di scuola, lavoro e politiche pubbliche: prima di individuare un rimedio, occorre capire quale problema gli si chiede di risolvere. L’incontro è disponibile gratuitamente in versione integrale.
Prossimi appuntamenti
“Elogio dei tre saperi” di Marianella Sclavi
Il 30 settembre alle 16:00 Marianella Sclavi discuterà su Stroncature Elogio dei tre saperi con Giuliano Amato e Gregorio Arena, in un incontro moderato da Riccardo Pennisi. Il caso di Nantes permette di affrontare un problema concreto della vita democratica: quale spazio deve avere l’esperienza di chi utilizza quotidianamente un servizio o abita un quartiere nelle decisioni affidate a tecnici e amministratori? Consultare i cittadini non equivale ancora a stabilire che cosa accada quando il loro sapere contraddice un progetto già definito. Al tempo stesso, riconoscere quella conoscenza non elimina le responsabilità di chi deve decidere. Il libro porta la democrazia deliberativa dentro questa difficoltà, attraverso pratiche e conflitti di governo urbano. Il confronto riguarda il passaggio dalla partecipazione dichiarata alla possibilità effettiva di incidere sulle scelte, senza confondere competenze diverse né rendere indistinta la responsabilità pubblica. La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
“La Repubblica di Genova. (1528–1797)” di Paolo Calcagno
Leggere gli ultimi secoli della Repubblica di Genova soltanto come una lunga decadenza rischia di lasciare inspiegata la sua persistente vitalità economica e portuale. Il libro di Paolo Calcagno ricostruisce il periodo fra il 1528 e il 1797, mettendo in relazione il governo aristocratico, il Banco di San Giorgio e la posizione della Repubblica negli equilibri europei. Il problema storico è comprendere quali risorse consentissero a uno Stato relativamente piccolo di conservare autonomia e influenza fra potenze maggiori, e perché la forza commerciale non coincidesse necessariamente con la tenuta delle sue istituzioni. L’alleanza con la Spagna e i conflitti con Savoia e Francia offrono occasioni per interrogare quel rapporto senza anticipare l’esito finale come se fosse inevitabile. Il 5 ottobre alle 16:00 l’autore ne discuterà su Stroncature con Catia Brilli e Carlo Taviani; modererà Riccardo Pennisi. La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
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L’abbonamento a Stroncature permette di proseguire oltre le domande introdotte nella newsletter, accedendo alle analisi complete e a Global Reports. Il vantaggio è avere a disposizione un lavoro continuativo che collega risultati, fonti e interpretazioni: poter capire perché una conclusione sia sostenuta, quali limiti presenti e che cosa cambi quando viene confrontata con altre ricerche. È una base utile per studiare, insegnare, lavorare e formarsi un giudizio senza dipendere soltanto dalle sintesi dell’attualità. Le presentazioni e gli incontri restano liberamente accessibili; i contenuti riservati offrono un ulteriore livello di approfondimento, con il ragionamento e i riferimenti necessari per verificarlo. Abbonarsi significa poter seguire per intero questo percorso, a partire dalle analisi proposte in questo numero.


