Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Analisi e ricerche
Il commercio elettronico cambia quando a comprare è un agente AI
Mastercard, Google, Stripe, FIDO Alliance ed EMVCo stanno costruendo infrastrutture nelle quali un agente AI può non soltanto suggerire un acquisto, ma cercare alternative, confrontare condizioni e, entro limiti stabiliti dall’utente, arrivare a concludere una transazione. Il cambiamento non riguarda quindi soltanto l’intelligenza artificiale applicata allo shopping: modifica il modo in cui prodotti, prezzi, autorizzazioni e condizioni commerciali devono essere rappresentati affinché possano essere interpretati da una macchina.
Se una parte della scelta viene delegata al software, cambia anche il terreno della concorrenza. Diventano rilevanti la struttura dei cataloghi, i protocolli attraverso cui gli agenti accedono alle offerte, la persistenza delle autorizzazioni e il modo in cui viene conservata la volontà originaria dell’acquirente. L’analisi ricostruisce le infrastrutture che stanno rendendo possibile questo passaggio e le condizioni dalle quali dipenderà la sua effettiva diffusione.
Come l’arte pubblica temporanea sta cambiando lo spazio culturale di Londra
Frieze Sculpture, Fourth Plinth, The Line, Sculpture in the City ed East Bank mostrano una trasformazione meno evidente del semplice aumento delle opere collocate nello spazio pubblico. La permanenza del monumento viene affiancata da un sistema basato su rotazione, programmazione, percorsi e connessioni fra istituzioni, amministrazione, mercato dell’arte e filantropia. La continuità non appartiene più necessariamente all’opera, ma all’infrastruttura che organizza la successione delle opere.
La questione riguarda anche chi decide che cosa diventa visibile nello spazio comune e attraverso quali strumenti il pubblico vi accede. Gratuità, applicazioni digitali, eventi e itinerari possono allargare la partecipazione, ma non eliminano automaticamente le differenze sociali nell’accesso alla cultura né il ruolo dei circuiti professionali che selezionano gli artisti. L’analisi esamina se questa configurazione stia producendo una nuova infrastruttura culturale urbana o una forma più sofisticata di festivalizzazione della città.
Disseminazione scientifica e Terza Missione
Il vero rischio dei robot sociali è l’equivoco
Un robot sociale può conversare, accompagnare una persona, ricordarne preferenze e comportarsi in modo sufficientemente coerente da suscitare attaccamento. Il problema affrontato da Piercosma Bisconti e Antonio Carnevale non riguarda però soltanto ciò che la macchina riesce tecnicamente a fare, ma la distanza fra quelle capacità e il significato relazionale che l’utente può attribuire loro. Quanto più il robot appare capace di reciprocità, tanto più diventa importante distinguere una simulazione efficace dalla presenza di un altro soggetto.
La ricerca porta questa distinzione direttamente sul terreno della progettazione. Una tecnologia destinata alla compagnia, all’assistenza o alla cura non deve essere valutata soltanto per la qualità dell’interazione che produce, ma anche per gli equivoci che quella stessa interazione può favorire, soprattutto nel rapporto con bambini, anziani e persone vulnerabili. L’articolo nasce dalle attività di Terza Missione promosse da Stroncature con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e rende accessibile una riflessione filosofica con conseguenze concrete per il design dei robot sociali.
Seminari e presentazioni
“Leggere Deledda” di Monica Cristina Storini
Grazia Deledda è stata la prima scrittrice italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura e, nello stesso tempo, una delle figure più difficili da collocare stabilmente nel canone scolastico e critico. Nel volume di Monica Cristina Storini la sua opera viene ricostruita come un percorso molto più mobile di quanto suggeriscano le tradizionali classificazioni fra verismo e decadentismo: dalla formazione autodidatta alla costruzione di reti intellettuali, dall’attenzione alla Sardegna alla progressiva interiorizzazione della scrittura.
Nella presentazione organizzata da Stroncature, Storini ne discute con Sabina Ciminari e Caterina Venturini, affrontando anche la determinazione con cui Deledda costruì la propria professione di scrittrice, il rapporto con il canone maschile e la capacità di trasformare un ambiente geograficamente circoscritto in uno spazio letterario nel quale interrogare identità, solitudine, colpa e condizione umana.
“Una modernità apparente. L’architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all’Africa orientale” di Mia Fuller
L’architettura costruita dall’Italia nei territori coloniali viene spesso osservata attraverso il valore estetico degli edifici o come testimonianza di modernizzazione. Il lavoro di Mia Fuller la ricolloca invece dentro la storia politica e culturale del colonialismo italiano. Edifici, quartieri e piani urbanistici diventano strumenti attraverso i quali l’Italia liberale e poi fascista rappresentano se stesse, organizzano gerarchie e cercano di dare forma materiale a una determinata idea di modernità.
Con Mia Fuller dialogano Paola Salvatori ed Emanuele Ertola. La discussione attraversa Libia, Africa orientale, Dodecaneso e Albania, mettendo in relazione architettura, segregazione, archeologia, costruzione dell’identità nazionale e memoria contemporanea del colonialismo. Ne emerge anche un problema ancora attuale: che cosa accade quando il giudizio sulla qualità estetica di un edificio viene separato dalle condizioni politiche e sociali nelle quali è stato costruito.
Prossimi appuntamenti
“John Dewey fra natura umana e democrazia. Una biografia intellettuale” di Roberta Dreon e Matteo Santarelli
Il 2 ottobre alle 16:00 Stroncature ospiterà la presentazione del volume di Roberta Dreon e Matteo Santarelli, pubblicato da Carocci. Il libro ricostruisce l’intero percorso intellettuale di John Dewey, dal confronto giovanile con l’hegelismo e il naturalismo fino alla maturazione di un pragmatismo nel quale conoscenza, educazione, esperienza e democrazia diventano parti di uno stesso problema. Con gli autori dialogheranno Barbara Formis dell’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e Stefano Oliverio dell’Università di Napoli. Modererà Riccardo Pennisi.
“La Repubblica di Genova (1528-1797)” di Paolo Calcagno
Il 5 ottobre alle 15:00 Stroncature ospiterà la presentazione del volume di Paolo Calcagno, pubblicato dal Mulino. Il libro segue quasi tre secoli di storia della Repubblica di Genova, dalla riorganizzazione del 1528 alla caduta del 1797, ricostruendo l’equilibrio fra struttura aristocratica dello Stato, finanza, interessi marittimi e rapporti con le grandi potenze europee.
Particolare attenzione è dedicata anche al Settecento, per verificare quanto la categoria del declino sia sufficiente a descrivere una Repubblica ancora caratterizzata da attività portuale, capacità finanziaria e iniziativa commerciale. Con l’autore dialogheranno Catia Brilli dell’Università degli Studi dell’Insubria e Carlo Taviani dell’Università degli Studi di Teramo. Modererà Riccardo Pennisi.
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