Complexity-as-a-service
Stroncature è una piattaforma per la disseminazione scientifica, culturale e tecnologica e fa due cose: 1) produce strumenti (Punti cardinali, Global Opinions, Bollettino dei Libri) e approfondimenti (Analisi & Ricerche) che hanno come metodo l’analisi delle conseguenze non intenzionali delle azioni umane intenzionali e delle caratteristiche emergenti di sistemi complessi, con l’obiettivo di offrire un’alternativa alla semplificazione (riduzionismo) che domina il discorso pubblico, dove tutto è retto dalla logica dell’intrattenimento e della polarizzazione. ; 2) promuove la diffusione della conoscenza scientifica in partnership con Università e dai centri di ricerca, contribuendo alla Terza Missione (public engagement, valorizzazione della ricerca, disseminazione, trasferimento tecnologico…), con l’obiettivo di creare cinghie di trasmissione che connettano il motore della Ricerca con il sistema produttivo e la società civile.
Analisi e ricerche
Dai documenti ai grafi di conoscenza: come collegare dati dispersi per risolvere problemi reali
Un’impresa può individuare un fornitore in una banca dati senza sapere se le capacità dichiarate siano ancora disponibili. Un’amministrazione può raccogliere misurazioni ambientali accurate senza riuscire a confrontarle, perché si riferiscono a luoghi, periodi e metodi differenti. Il problema non è soltanto trovare informazioni, ma conservare ciò che permette di interpretarle quando vengono collegate. I grafi di conoscenza affrontano questa difficoltà rendendo esplicite le relazioni fra entità, dati e fonti; la qualità dei collegamenti resta però una questione distinta dalla loro disponibilità. Per ricercatori, amministrazioni e imprese, comprendere questa distinzione serve a valutare che cosa chiedere a un sistema informativo e quali verifiche non possano essere affidate alla sola interrogazione automatica. Attraverso applicazioni ambientali, industriali e scientifiche, l’analisi esamina il lavoro necessario per trasformare conoscenze disperse in risposte controllabili, chiarendo anche quando una rappresentazione più sofisticata non offra vantaggi rispetto a strumenti più semplici.
Nella fisica quantistica, le condizioni dell’esperimento determinano quali proprietà possiamo misurare
Nella fisica quantistica, descrivere il risultato di una misurazione richiede di precisare anche le condizioni sperimentali che lo rendono osservabile. Questa dipendenza non significa che il risultato sia arbitrario o che la coscienza dell’osservatore crei la realtà: pone invece un problema sul significato dell’oggettività scientifica. La ricostruzione del pensiero di Bohr proposta da James Vafiadis permette di affrontarlo distinguendo ciò che un esperimento stabilisce dalle interpretazioni attraverso cui cerchiamo di spiegarlo. La distinzione diventa decisiva quando i risultati della teoria vengono utilizzati per sostenere affermazioni generali sulla natura della conoscenza o sull’esistenza di una realtà indipendente dall’osservatore. Il confronto fra Bohr, Einstein e le interpretazioni successive mostra perché l’accordo sulle previsioni non elimini necessariamente il disaccordo sul loro significato. L’analisi sviluppa questo passaggio senza confondere una proposta filosofica con una nuova scoperta sperimentale, offrendo gli elementi per comprendere quali conclusioni siano sostenute dalle prove e quali richiedano argomenti ulteriori.
Disseminazione scientifica e Terza Missione
“Spiegabilità XAI: aprire la scatola nera dell’intelligenza artificiale”
Una spiegazione formulata da un modello linguistico può essere plausibile senza ricostruire fedelmente il procedimento che ha prodotto la risposta. Per chi utilizza l’intelligenza artificiale nel lavoro, questa differenza riguarda la possibilità di controllare un risultato, riconoscere un errore e motivare una decisione. È uno dei problemi affrontati nel webinar sulla spiegabilità dell’IA, indicata con l’acronimo XAI, ospitato da Stroncature il 10 giugno 2026. Stefano Ferilli, Giuseppina Andresini e Corrado Mencar, con il contributo di Marianna Cavone di InnovaPuglia, discutono il rapporto fra comprensibilità, verifica e responsabilità, attraverso applicazioni alla cybersicurezza e alla pubblica amministrazione. La registrazione permette di approfondire anche una tensione meno immediata: rendere visibili le ragioni di una classificazione può aiutare chi deve controllarla, ma può fornire informazioni anche a chi vuole eludere il sistema. L’incontro fa parte del progetto «UNIBA 2030 – Intelligenza Artificiale e Sostenibilità», nell’ambito delle attività di Terza Missione realizzate con il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Seminari e presentazioni
“Storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea (1861-1913)” di Roberto Giulianelli
Una tradizione marittima non garantisce, da sola, la capacità di costruire navi competitive quando cambiano materiali, propulsione e dimensioni dei mercati. La storia della cantieristica italiana permette di esaminare questa distanza attraverso le scelte delle imprese, la formazione delle competenze e il ruolo dello Stato. Nel volume pubblicato da Laterza, Roberto Giulianelli ricostruisce le difficoltà incontrate dal settore nel passaggio dal legno al ferro e all’acciaio, dalla vela al vapore, seguendo il rapporto fra trasformazione tecnologica, commesse militari e domanda mercantile. Ne emerge una questione che riguarda l’industrializzazione nel suo insieme: quali condizioni consentano a un sistema produttivo di adeguarsi a un cambiamento che rende insufficienti le strutture precedenti. Nella presentazione del 19 ottobre 2026, l’autore ne discute con Vera Zamagni e Fulvio Cammarano, dell’Università di Bologna. La registrazione offre un confronto sullo sviluppo industriale italiano attraverso un settore nel quale iniziativa privata, intervento pubblico e competizione internazionale risultano strettamente connessi.
“Stiamo tornando al Medioevo” di Giuseppe Sergi
Definire «medievale» un fenomeno contemporaneo significa spesso esprimere un giudizio prima ancora di aver stabilito un confronto storico. Nel libro “Stiamo tornando al Medioevo”, pubblicato da Laterza, Giuseppe Sergi esamina le immagini che hanno trasformato un millennio di storia in una categoria di arretratezza oppure in un passato idealizzato. La questione non riguarda soltanto l’inesattezza di singoli luoghi comuni: riguarda il modo in cui quelle immagini condizionano le domande rivolte alle fonti e le spiegazioni del presente. Dalla rappresentazione della piramide feudale all’economia del baratto, il volume invita a distinguere ciò che la ricerca documenta dalle ricostruzioni elaborate in epoche successive. Nella presentazione del 31 luglio 2026, Sergi dialoga con Tiziana Lazzari, dell’Università di Bologna, e Giuseppe Albertoni, dell’Università di Trento. Un confronto utile per comprendere il lavoro dello storico anche attraverso la revisione di nozioni che la loro familiarità porta spesso a considerare acquisite.
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